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Quanto costa partorire in Germania?

Quanto costa partorire in Germania?

Chiara Scanavino

Bonn, 13 ottobre 2019

Carissimo blog,

purtroppo è da tempo che non scrivo più. Qualcuno dei miei lettori potrebbe pensare che non abbia più voglia di aggiornarti.

La verità è però un’altra… Quale? Il 6 agosto 2019 è nato mio figlio Jannis. E da allora non è stato facile trovare il tempo di aggiornarti. Da allora sono passati più di due mesi e per fortuna inizio ad avere un po’ più di tempo da dedicarti.

 

Tempo fa avevo scritto l’articolo Gravidanza e lavoro in Germania: diritti e costi. Oggi voglio riprendere in mano quell’articolo e rispondere la seguente domanda:

quanto costa partorire in Germania?

Ti sei trasferito da poco in Germania e non hai ancora un’assicurazione sanitaria tedesca? Hai un’assicurazione sanitaria privata e vorresti avere dei figli? Allora continua a leggere.

In questo articolo, infatti, ti spiegherò quanto costa partorire in Germania.

 

Prima di rispondere alla domanda qui sopra è però necessario fare una premessa. Quale? Spiegare – almeno a grandi linee – i diversi tipi di assicurazione sanitaria in Germania. Perché? L’assicurazione sanitaria determina in modo decisivo i costi della gravidanza e del parto. E quindi è qui necessario spiegare la differenza.

 

Solo dopo mi è possibile far vedere quanto costa partorire in Germania. In base alla mia esperienza commenterò poi i vari costi.*

Sei pronto? Si parte!

 

Assicurazione sanitaria pubblica vs. assicurazione sanitaria privata

 

 assicurazione sanitaria privata

 

Lo dicevo già nell’articolo precedente: in Germania tutti devono avere un’assicurazione sanitaria. E non importa che sia un’assicurazione sanitaria pubblica o una privata.

Tra l’assicurazione sanitaria pubblica e quella privata ci sono però delle differenze. Quali?

L’assicurazione sanitaria pubblica è finanziata dallo Stato federale, ma non è completamente gratuita. Perché? Perché il costo dell'assicurazione pubblica dipende dal tuo reddito. Condividi il Tweet E quindi si paga nel seguente modo:

50% in busta paga

50% dal datore di lavoro.

 

In questo modo, se vai dal medico porti soltanto la tua tessera sanitaria. E poi la tua assicurazione paga direttamente il medico senza inviarti la ricevuta.

 

Chiara, fin qui tutto bene. Ma… mi fai degli esempi di assicurazioni sanitarie pubbliche? E posso scegliere quale assicurazione sanitaria voglio oppure no?

 

Iniziamo dalla prima domanda…

Esempi di assicurazioni sanitarie pubbliche sono l’AOK, la TKK o la Barmer. Invece, la Debeka o la Huk Coburg sono assicurazioni sanitarie private.

 

Quando stipuli un contratto con un’assicurazione sanitaria, la tua libertà di scelta è limitata. Infatti, a meno che tu non rientri in una delle seguenti categorie:

  1. I lavoratori dipendenti che hanno un reddito annuo superiore a 60.750 EUR (2019);
  2. I lavoratori autonomi;
  3. chi non può più usufruire dell’assicurazione sanitaria famigliare;
  4. Se – in 5 anni – hai pagato l’assicurazione sanitaria pubblica per almeno 24 mesi o se, prima di passare all’assicurazione privata, hai pagato in modo ininterrotto un’assicurazione sanitaria pubblica per almeno 12 mesi;
  5. I bambini, se uno dei genitori guadagna di più dell’altro e questi ha un’assicurazione sanitaria privata;
  6. Gli studenti universitari che non hanno più i requisiti per un’assicurazione sanitaria da studenti;
  7. Chi è diversamente abile, se – in 5 anni – loro stessi, uno dei genitori o uno dei coniugi ha avuto un’assicurazione sanitaria pubblica per almeno 3 anni;
  8. I lavoratori dipendenti con l’assicurazione sanitaria scaduta a causa di un trasferimento all’estero e nel giro di 2 mesi dopo il rientro in Germania riprendono a lavorare;
  9. I pensionati che non hanno i requisiti per avere un’assicurazione sanitaria da pensionati.

sei COSTRETTO a scegliere tra una delle assicurazioni sanitarie pubbliche.

Tradizionalmente, però, l’assicurazione sanitaria privata era rivolta soprattutto ai lavoratori autonomi. Perché? Questi ultimi si trovavano a dover pagare da soli la tariffa intera. Ed essa veniva calcolata su un reddito mensile di oltre 4.000 EUR. Ciò scoraggiava tantissimi a pagare in modo volontario un’assicurazione sanitaria pubblica. Infatti, spesso, soprattutto all’inizio, un lavoratore autonomo non è in grado di guadagnare così tanto.

 

E se guadagnavi di meno? Non era possibile una riduzione? Se guadagnavi di meno, la riduzione della tariffa era possibile soltanto in casi particolari. Infatti, la riduzione era possibile soltanto nel caso in cui ricevevi aiuti statali.

 

A partire dal 1 gennaio 2019, se si è in grado di dimostrare di avere un reddito inferiore a 4.537,50 EUR mensili, la quota dell’assicurazione sanitaria pubblica è calcolata su un reddito minimo di 1.038,33 EUR mensili. Condividi il Tweet In tal modo, si cerca quindi di incentivare l’assicurazione sanitaria pubblica.

 

E l’assicurazione privata? A differenza di quella pubblica, l’assicurazione privata dipende da fattori come:

  1. età;
  2. stato di salute dell’assicurato.

E questo INDIPENDENTEMENTE dal tuo reddito. Per tale motivo, quindi, l’assicurazione sanitaria privata è un’arma a doppio taglio. Infatti, tale assicurazione conviene soprattutto se sei giovane e sano. Invece, se sei anziano e/o hai delle malattie più o meno gravi conviene di più l’assicurazione pubblica.

 

Forse ti starai chiedendo: ho 25 anni e vado dal medico al massimo 2-3 volte all’anno, posso passare all’assicurazione privata?

La risposta è NI. Perché? Per passare all’assicurazione privata devi appartenere ad una delle categorie elencate più sopra.

E poi, il passaggio dall’assicurazione pubblica a quella privata è spesso una scelta che non può essere rivista. Infatti, il legislatore vuole evitare che i giovani approfittino dell’assicurazione privata in assenza di malattie per tornare nel pubblico quando i costi sanitari aumentano. E quindi i criteri per ritornare nell’assicurazione pubblica sono molto stringenti. Infine, sopra i 55 anni il ritorno nell’assicurazione pubblica è pressoché impossibile.

 

Quali sono i vantaggi dell’assicurazione privata rispetto a quella pubblica?

 

L’assicurazione privata prevede alcune prestazioni non previste da quella pubblica. Esse sono, per esempio:

  1. Alcuni interventi sui denti;
  2. La possibilità di avere una stanza singola in ospedale;
  3. La possibilità di essere curato direttamente dal primario in ospedale;
  4. Il rimborso di maggiori controlli dai medici (durante la gravidanza l’assicurazione privata ti rimborsa più ecografie rispetto alle 3 previste da quella pubblica).

 

Quanto costa partorire in Germania: la mia esperienza

 

Bene. Ora possiamo tornare alla domanda iniziale:

 

quanto costa partorire in Germania?

 

Adesso ti racconterò qui la mia esperienza.

Al termine di una gravidanza senza problemi, sono entrata in ospedale il 5 agosto 2019 e sono uscita il 9 agosto. Lavorando in proprio, dispongo anch’io di un’assicurazione privata.

 

Nel mio caso, la permanenza in ospedale per 5 giorni lavorativi, l’entrata in sala parto, i medicinali e le visite necessarie sono costate ben 2600 EUR**. A ciò si aggiungono circa 900 EUR per il bambino e circa 600 EUR perché una collega del primario è venuta a visitarmi durante il parto.

 

Da aggiungere è che:

 

  1. il parto è avvenuto nella fascia oraria che va da mezzanotte alle 6 del mattino. E quindi, nel mio caso, c’era un supplemento per il lavoro notturno;
  2. Tra le persone che mi hanno visitata c’erano anche dei tirocinanti. Per questo, l’ospedale ha richiesto un supplemento per la loro formazione;
  3. Anche se il parto è stato indotto, non ho avuto grandi complicazioni;
  4. Dal momento del parto, sia io e sia mio marito siamo stati ricoverati insieme in una cosiddetta “Familienzimmer”. Essa è una stanza a due letti per noi 3 (Jannis dormiva in camera con noi);
  5. La mia assicurazione sanitaria comprende anche le cosiddette “Wahlleistungen” (es. la possibilità di essere curati direttamente dal primario in ospedale o di avere una camera singola). E quindi anche per questo motivo ho dovuto pagare di più.

 

Chiara, ma questo è il tuo caso particolare… Questo è certamente vero. Tuttavia, a mio avviso, il mio caso è indicativo dei costi. Infatti, secondo quanto riportato da https://www.mami-ratgeber.de/kinderwunsch/kosten-schwangerschaft/, un parto naturale e senza complicazioni costa tra i 1500 e i 2000 EUR. Nel caso di un cesareo i costi raddoppiano. A ciò vanno poi aggiunti i costi che possono insorgere in casi particolari, come è avvenuto per me.

 

Ti è piaciuto il mio articolo e / o conosci qualcuno a cui potrebbe interessare? Allora condividilo con i tuoi amici su Facebook, Twitter, WhatsApp o Messenger!

 

* Per una maggiore trasparenza, avrei volentieri messo una foto della fattura dell’ospedale. Non essendo però sicura se le nuove norme sulla privacy lo consentono, ho dovuto rinunciare.

 ** Con l’assicurazione privata devi prima anticipare i soldi e poi farti rimborsare dall’assicurazione. Le cifre indicate sono quindi riferite ai soldi che ho dovuto anticipare.

 

Fonti:

https://www.mami-ratgeber.de/kinderwunsch/kosten-schwangerschaft/

https://www.krankenversicherung.net/rueckkehr-gesetzliche

https://www.finanztip.de/pkv/pkv-rueckkehr-gkv/

https://www.finanztip.de/gkv/freiwillig-versichert/

https://www.tk.de/techniker/leistungen-und-mitgliedschaft/versicherung/versichert-als-selbststaendige/haeufige-fragen-fuer-selbststaendige/hauptberuflich-selbststaendig-wie-hoch-ist-mein-beitrag-2007004

Chi Sono

Quanto costa partorire in Germania? 1

Germanista, traduttrice (tedesco - italiano o inglese-italiano) e insegnante di tedesco come lingua straniera.


Ha pubblicato il libro Deutschlandismen in den Lernerwörterbücher presso la casa editrice Peter Lang e ha frequentato il dottorato presso l'Università di Duisburg-Essen con il Prof. Ulrich Ammon.


Con il presente blog, Chiara aiuta gli italiani che desiderano trasferirsi in Germania a imparare il tedesco e a integrarsi in Germania.

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Il Pluricentrismo del Tedesco in 7 Regole Grammaticali

Il Pluricentrismo del Tedesco in 7 Regole Grammaticali

Chiara Scanavino

Sei in vacanza in Austria, Germania o Svizzera e hai notato che vengono utilizzate delle regole grammaticali diverse da quelle che trovi sui libri di tedesco? Non preoccuparti, è una cosa normale, soprattutto se sei all’inizio del tuo studio. Perché?

Nell’articolo Dove si parla la lingua tedesca? abbiamo visto che il tedesco – così come l’inglese, il francese, lo spagnolo o altre lingue, è una lingua pluricentrica. Ciò significa quindi, che il tedesco parlato in Germania è diverso da quello in Austria e in Svizzera

In questo articolo entrerò più nel dettaglio pratico e ti dimostrerò l’esistenza del pluricentrismo del tedesco. 

Sei pronto? Si parte! 

Il pluricentrismo del tedesco in 7 regole grammaticali: video

Il pluricentrismo del tedesco in 7 regole grammaticali: quali sono?

 

L’ortografia

Disclaimer: Soprattutto se sei un linguista, saprai bene che l’ortografia, ovvero la corretta scrittura delle parole, non ha nulla a che vedere con la grammatica vera e propria. I libri per chi vuole imparare il tedesco non fanno però questa distinzione. Per questo, nel presente articolo parlerò dell’ortografia insieme alle regole grammaticali vere e proprie.

Al giorno d’oggi le differenze ortografiche tra le diverse varietà di tedesco sono quasi sparite. Tuttaviac’è comunque una regola che distingue il tedesco standard svizzero da quello austriaco e da quello in Germania.

Quale? La famosa Ess-Zet (ß)!

 

Come mai? Perché i linguisti svizzeri hanno deciso che – scrivendo al computer – fosse più facile e sicuro scrivere la doppia ss. Infatti, il computer considera la ß un carattere speciale.

Per tale motivo, quindi, se vedete un testo in cui la ß non è assolutamente presente potrete essere sicuri che l’autore è di origine svizzera. 

Il Perfekt

Sono andato, ho bevuto, ho dormito, ecc. Questi sono (secondo la grammatica italiana) esempi di passato prossimo. In tedesco, il passato prossimo si chiama Perfekt.

Come fai a sapere se un verbo è utilizzato al Perfekt? Semplice. Il Perfekt è formato da due parti: il verbo essere o avere (sein oder haben) coniugato al presente indicativo e il participio passato del verbo principale.

Es. Ich habe geschlafen → Ho dormito

Ich bin eingeschlafen → Mi sono addormentato.

Perché? Facciamo l’esempio del Perfekt di verbi come:

baumeln, hängen (quando usato come verbo intransitivo), hocken, liegen, kauern, knien, sitzen, schweben, stehen, stecken (in senso intransitivo).

Che cosa significano i verbi qui sopra? Eccoti qui la traduzione: “ciondolare”, “appendere”, “stare seduto”, “stendersi”, “stare accovacciato”, “inginocchiarsi”, “sedersi”, “pendere”, “stare in piedi” ed “essere conficcato”.

In Germania, il Perfekt dei suddetti verbi è Ich habe gebaumelt, gehangen, gehocken, gelegen, … 

In Austria e in Svizzera, invece, sono utilizzati sempre con il verbo essere. Vedi Ammon et al. (2016:LXXV) e https://www.duden.de/sprachwissen/sprachratgeber/Perfektbildung-mit-haben-oder-sein 

L’utilizzo di am come abbreviazione di auf dem anziché di an dem

Un’altra regola che dimostra il pluricentrismo del tedesco è l’utilizzo di alcune preposizioni come per esempio an. Tale preposizione può essere utilizzata sia con il dativo (il complemento di termine in italiano, es. A te) sia con l’accusativo (il complemento oggetto in italiano) e ha diversi significati.

An può infatti essere utilizzata con i giorni della settimana (es. Am Dienstag, it. “di martedì”) oppure con i luoghi (es. Am Marktplatz, it. “sulla piazza del mercato”). 

Pertanto, frasi come “Die Bücher stehen am Tisch” (it. “i libri si trovano sul tavolo”) sono tipicamente austriache. Perché? Perché un tedesco generalmente direbbe Stelle die Bücher auf dem Tisch. 

Il diminutivo dei sostantivi con -li o -erl al posto di -chen e -lein

Spieglein, Spieglein an der Wand,
wer ist die Schönste im ganzen Land?”

Da antwortete der Spiegel:

“Frau Königin, Ihr seid die Schönste hier,

aber Schneewittchen über den Bergen

bei den sieben Zwergen

ist noch tausendmal schöner als Ihr!”

Jakob und Wilhelm Grimm, “Schneewittchen”. In: Kinder- und Hausmärchen 1857.

Soprattutto nelle fiabe e nella comunicazione familiare, il diminutivo è molto importante. Perché? Perché indica una relazione “affettiva” tra il parlante e l’oggetto in questione.

 

Pertanto, se diciamo per es. “cagnaccio” stiamo valutando in modo spregiativo un cane, mentre se diciamo “casina” o “casetta” stiamo esprimendo apprezzamento verso una casa piccola.

I libri spesso insegnano che il diminutivo in tedesco si forma aggiungendo -chen o -lein ad un nome. In realtà, però, come in italiano esistono anche altre forme.

Quali? I suffissi -li, -erl, -el e -le in parole come Kasperl, Kasperli o Kasperle, che sono utilizzati rispettivamente nel sud della Germania, in Austria e in Svizzera.

Ammon et al. (2016:LXXVI) [libro dal quale sono presi gli esempi citati in questo paragrafo, ndr.] riporta poi altre particolarità. Per esempio, esistono forme che sembrano regionali, ma che in realtà si sono lessicalizzate (ovvero entrate nel dizionario, es. fiorino in italiano).

Esse sono quindi entrate a far parte della lingua standard. Quali sono? Zuckerl, Weggli, Spätzle, Bünzli, ecc. 

Il plurale dei sostantivi

Studiando tedesco avrai avuto modo di scoprire che non è facile sapere con precisione il plurale di un sostantivo. Pertanto, soprattutto all’inizio, è bene studiare i nomi con il loro articolo e il loro plurale.

Nel presente articolo non voglio soffermarmi troppo sulla formazione del plurale dei sostantivi in tedesco. In fondo, non è il tema del presente articolo.

Nonostante ciò, però, anche i plurali sono utilizzati in modo diverso. E quindi anche il plurale è un elemento grammaticale che dimostra il pluricentrismo del tedesco.

Infatti,

Pertanto, come riportato da Ammon, in Svizzera il plurale di Park diventa Pärke (D, AT: Parks), mentre in Austria, in Svizzera e nella Germania meridionale il plurale di Kragen (it. “colletto”) diventa Krägen. 

Il genere dei sostantivi

Così come il plurale dei sostantivi, anche il loro genere grammaticale può variare. E quindi, anche il modo in cui sono utilizzati gli articoli determinativi (il, lo, la, i, gli, le in italiano) e indeterminativi (un, uno, una sempre in italiano) cambia. Tale variazione è quindi un elemento che dimostra il pluricentrismo del tedesco.

Passiamo però ora a degli esempi pratici.

Come riporta Ammon u.a. (2016:LXXIV),

Infine, sempre come riporta Ammon, in Austria la parola Spachtel (it. “spatola”) è femminile, mentre invece in Germania e in Svizzera è maschile. Pertanto, chi utilizza l’articolo die al posto di der seguito da Spachtel dimostra la propria origine austriaca.

Chi Sono

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Germanista, traduttrice (tedesco - italiano o inglese-italiano) e insegnante di tedesco come lingua straniera.


Ha pubblicato il libro Deutschlandismen in den Lernerwörterbücher presso la casa editrice Peter Lang e ha frequentato il dottorato presso l'Università di Duisburg-Essen con il Prof. Ulrich Ammon.


Con il presente blog, Chiara aiuta gli italiani che desiderano trasferirsi in Germania a imparare il tedesco e a integrarsi in Germania.

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Studiare in Germania: informazioni utili sulle università tedesche

Studiare in Germania: informazioni utili sulle università tedesche

Chiara Scanavino

Pur essendo un Paese stabile a livello economico, l’economia tedesca non è l’unico punto che rende la Germania interessante. Infatti, studiare in Germania significa accedere ad università prestigiose.

Ciò garantisce ottime possibilità di lavoro dopo gli studi. Inoltre, i costi sono decisamente più contenuti rispetto all’Italia.

Nel presente articolo mi concentro quindi sul tema studiare in Germania e spiegherò:

1. il sistema universitario tedesco;

2. perché studiare in Germania?

3. quali sono i documenti necessari per studiare in Germania;

4. quanto costa studiare in Germania.

Seguiranno poi degli articoli nei quali si parlerà in modo più approfondito di come studiare in Germania tramite borse di studio (Erasmus e non).

Studiare in Germania: il sistema universitario tedesco

Quanto costa partorire in Germania? 3

Studiare in Germania: il sistema universitario tedesco. Fonte: HRK

Come possiamo vedere da questo schema, il sistema universitario tedesco è formato da 4 istituzioni. Esse sono:

1. le università vere e proprie (Universitäten);

2. le Fachhochschulen;

3. gli istituti d’arte (Kunsthochschulen);

4. i conservatori (Musikhochschulen).

A questo punto ti chiederai: Chiara, ma qual è la differenza tra le varie istituzioni?

Risposta: la differenza sta nei requisiti di accesso e nell’orientamento professionale.

Per accedere alle università vere e proprie si ha bisogno infatti dell’Allgemeine Hochschulreife (it. “diploma di maturità”). Invece, per gli altri istituti basta un diploma in un’istituto tecnico oppure esperienza lavorativa pluriennale in un determinato campoVedi qui: https://www.bachelor-studium.net/zulassungsvoraussetzungen

Inoltre, le università sono molto più teoriche e orientate alla ricerca delle Fachhochschulen. Perché? Perché in Germania si è voluto differenziare tra i vari istituti formativi. Al punto che fino a qualche anno fa soltanto le università potevano sfornare dei dottori di ricerca.

Pertanto, avremo le università che sono teoriche e orientate alla ricerca, mentre le Fachhoschulen sono incentrate su temi:

ingegneristici;

economici;

legati al lavoro nel sociale;

nell’ambito del design.

Infine, le Fachhochschulen permettono un ingresso più facilitato nel mondo del lavoro. Come mai? Perché queste università offrono il cosiddetto Duales Studium.

Di cosa si tratta? Di un tipo di studi in cui si alternano i periodi di studio vero e proprio da quelli in cui si svolgono tirocini pagati. L’approccio delle Fachhochschulen è quindi più pratico rispetto a quello delle università vere e proprie.

Le Kunsthochschulen e le Musikhochschulen sono invece paragonabili agli istituti d’arte e ai conservatori in Italia. Pertanto non vengono qui ulteriormente descritte.

Ora forse ti chiederai:

Perché studiare in Germania?

Come dicevo già all’inizio di questo articolo, studiare in Germania significa accedere ad università prestigiose e che garantiscono ottime possibilità di carriera dopo gli studi. Ciò avviene soprattutto in alcuni campi (es. quello medico).

A mio avviso, poi, studiare in Germania conviene per i seguenti motivi:

1. le tasse universitarie sono decisamente più basse rispetto all’Italia;

2. si hanno molte più possibilità anche per quanto riguarda l’accesso al materiale di studio. Infatti, oltre ad essere molto aggiornate, le biblioteche universitarie permettono l’accesso al materiale anche da casa.

3. si viene a contatto con un metodo di studio che per un italiano è completamente nuovo;

4. a causa della grande quantità di esami scritti è possibile sviluppare la capacità critica.

Dopo queste spiegazioni, forse avrai ancora delle domande, alle quali cercherò di rispondere qui sotto. Sei pronto? Partiamo.

Quali documenti servono per studiare in Germania?

A tal proposito è necessario fare un chiarimento. Infatti, a differenza dell’Italia, in Germania la burocrazia è solo una parte del processo di iscrizione.

Perché? Sia che tu abbia scelto una facoltà a numero chiuso oppure no, per iscriversi all’università in Germania dovrai passare un processo di selezione. Esso serve per:

1. capire qual è la motivazione con cui desideri iniziare il tuo percorso di studi;

2. limitare l’accesso ai ragazzi davvero motivati e organizzare meglio le lezioni.

Pertanto, per iscriversi all’università in Germania occorre innanzitutto scrivere una vera e propria candidatura come se cerchi un lavoro.

E quali sono i fattori che incidono sull’esito della candidatura? Risposta: da una parte il voto del diploma di maturità e dall’altra il percorso di studi finora seguito.

Solo se la tua candidatura viene accettata allora potrai passare all’iscrizione vera e propria. A quel punto serviranno:

1. una copia del tuo diploma di maturità (che sia tradotta in tedesco o in inglese);

2. certificato di lingua come il Test DaF o il DSH (ovviamente per chi non è madrelingua);

3. conferma della validità dell’assicurazione sanitaria;

4. (per i cittadini non europei) permesso di soggiorno;

5. registrazione all’anagrafe tedesca (Anmeldung).

Infine forse ti chiederai:

Quanto costa studiare in Germania?

Lasciatelo dire: rispondere a quest’ultima domanda non è assolutamente facile. Perché? Perché molto dipende dal proprio stile di vita. Per questo, quindi, farò qui riferimento soltanto ai costi fissi che può avere uno studente.

Tra essi ci sono:

1. Tasse universitarie (Studiengebühren / Studienbeiträge)

A differenza dell’Italia, dove ogni studente paga in base al proprio reddito o in base a quello dei genitori, in Germania non ci sono tasse universitarie. Tale affermazione può però far intendere che in Germania sia possibile studiare all’università senza dover spendere un soldo.

Ciò però è FALSO. Perché? Perché anche se non esistono tasse universitarie così come le conosciamo in Italia, l’accesso alle università tedesche non è comunque completamente gratuito.

Infatti, prima di iscrivervi in modo definitivo all’università, dovrai pagare gli Studienbeiträge.

Che cosa sono gli Studienbeiträge? Si tratta di contributi sociali che comprendono:

1. biglietto semestrale per i mezzi pubblici (compresa la seconda classe dei treni regionali). Con esso potrai circolare per tutto il Land della tua università senza dover pagare ulteriormente.

2. Contributi sociali per lo Studentenwerk AStA;

3. la tassa di iscrizione all’università.

 

Alcuni anni fa (più o meno all’inizio del 2000), le università tedesche avevano iniziato a chiedere le Studiengebühren (=tasse universitarie vere e proprie). Il motivo era che la crisi economica di quegli anni ha fatto aumentare l’esigenza di un maggior finanziamento da parte degli studenti.

Con il miglioramento della situazione economica tedesca, le Studiengebühren sono state lentamente rimosse. Oggi esse rimangono soltanto in alcuni Länder (stati fderali tedeschi) e in alcuni casi.

Quali? Per esempio se hai già una laurea, se il tuo percorso di studi si protrae oltre la norma, nel caso di un Duales Studium (vedi sopra) o se studi a distanza (Fernstudium).

A quanto ammontano gli Studienbeiträge? A seconda dell’università dovrai pagare tra i 100 e 300 EUR circa al semestre. Se poi dovrai pagare anche le Studiengebühren potresti dover spendere fino a 3.000 EUR al semestre.

Vuoi saperne di più? Leggi qui: https://www.mystipendium.de/studienfinanzierung/studiengebuehren

2. Affitto

Una delle voci più importanti nel budget di uno studente in Germania che non vive più in famiglia è l’affitto. Infatti, come abbiamo visto nell’articolo https://www.chiarascanavino.de/trovare-una-casa-in-germania/ a causa della mancanza di terreno edificabile, trovare una casa in Germania è un problema serio.

Ciò vale anche e soprattutto per gli studenti, che in quanto tali non hanno delle grosse risorse economiche.

Per tali motivi, quindi, gli studenti devono o fare ricorso allo studentato della loro università oppure trovare una stanza in una Wohngemeinschaft (WG). Ciò può voler dire mettere in conto anche 4-500 EUR al mese per l’affitto.

3. L’assicurazione sanitaria

Come abbiamo visto più sopra, se ti vuoi iscrivere all’università in Germania dovrai avere un’assicurazione sanitaria valida.

Se hai più di 25 anni e ti iscrivi subito dopo esserti trasferito in Germania, dovrai andare presso l’AOK o la TKK, due assicurazioni pubbliche tedesche, e far validare la tua tessera sanitaria italiana.

Dopo un’anno in Germania però la tua tessera sanitaria italiana scadrà e dovrai quindi avere un’assicurazione tedesca.

Quanto costa l’assicurazione sanitaria? In base al tuo stato di salute e in base all’istituto assicurativo, per gli studenti l’assicurazione sanitaria costa tra gli 80 e i 150 EUR al mese.

4. Il vitto e le spese

Ovviamente, come studente non dovrai solo dormire ma anche mangiare. E qui i costi dipendono ovviamente dal tuo stile di vita.

In ogni caso, però, se ti accontenti un pochino, come studente potrai mangiare anche con soli 100 – 150 EUR al mese.

Infine, soprattutto se non vivi nello studentato dell’università, può essere che il locatore ti chieda di pagare le spese (Nebenkosten). Esse possono comprendere:

1. la luce, l’acqua e (in inverno) il riscaldamento;

2. il collegamento a internet;

3. il canone televisivo (Rundfunkbeitrag).

5. L’acquisto del materiale di studio

Anche se in Germania le biblioteche sono ben fornite e almeno sui libri potrai risparmiare parecchio, ci sarà inevitabilmente del materiale che dovrai comprare.

E qui la cosa dipende molto da quale facoltà scegli. Perché? Perché se decidi di fare per esempio medicina avrai necessariamente più spese per l’acquisto del materiale che non se vuoi fare psicologia.

Pertanto, anche se non posso stabilire con esattezza una cifra, è necessario calcolare circa 50-100 EUR per il materiale di studio.

Quanto costa studiare in Germania: conclusioni

Dopo aver elencato quali sono i costi fissi se vuoi studiare in Germania, ti verrà normale chiederti quanto dovrai mettere da parte ogni mese.

La risposta a tale domanda è a mio avviso: tra gli 800 e i 1000 EUR al mese. Perché? Perché in tal modo avrai modo sia di far fronte alle tue spese fisse sia ad ogni imprevisto.

Forse ora stai pensando? Ma come fanno gli studenti tedeschi? Io non posso farmi finanziare tutto dai miei genitori!

Bene. Ti dò una buona notizia: neanche gli studenti tedeschi si fanno finanziare completamente dai genitori. Infatti, non è una cosa insolita che (oltre allo studio) gli studenti universitari abbiano un lavoretto da 450 EUR al mese (i famosi Mini-Job), a cui aggiungono altri supporti, come per esempio il Bafög.

Questo però è un argomento che verrà trattato in post successivi.

 

Conclusioni generali

Nel presente articolo abbiamo visto:

1. come è strutturato il sistema universitario tedesco;

2. perché studiare in Germania;

3. quali documenti servono per iscriversi all’università in Germania;

4. quanto costa studiare in Germania.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto e che tu lo condivida con i tuoi amici su Facebook, Messenger o WhatsApp! A te costa poco, ma per me è molto importante. Perché? Perché significa che il mio articolo ti è stato utile e che i miei sforzi non sono stati invano.

 

A presto.

Chi Sono

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Germanista, traduttrice (tedesco - italiano o inglese-italiano) e insegnante di tedesco come lingua straniera.


Ha pubblicato il libro Deutschlandismen in den Lernerwörterbücher presso la casa editrice Peter Lang e ha frequentato il dottorato presso l'Università di Duisburg-Essen con il Prof. Ulrich Ammon.


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Come Scrivere un’E-Mail in Tedesco: Guida Semplice e Completa

Come Scrivere un’E-Mail in Tedesco: Guida Semplice e Completa

Chiara Scanavino

Sei in Germania e devi scrivere una e-mail ad un tuo amico tedesco o ad un ufficio ma non sai come fare? Se continui a leggermi, nella seguente guida ti farò vedere come scrivere un’e-mail in tedesco.
 
Tuttavia, lasciatelo dire: scrivere una guida del genere non è per nulla semplice. Perché? Perché non ci sono regole precise da seguire, soprattutto per le e-mail informali. Infatti, alcune regole sono state modificate o sono decadute.
 
Ma ora veniamo a noi e vediamo come scrivere un’e-mail in tedesco. Sei pronto? Si parte.

Scrivere un’e-mail in tedesco: le carat-teristiche di un’e-mail ad un amico

Iniziamo questa guida spiegando come scrivere un’e-mail ad un amico in tedesco.

L’oggetto dell’e-mail

Dopo il campo con il tuo indirizzo e-mail e quello del destinatario, ogni e-mail ha un “oggetto”. Esso dovrebbe contenere un riassunto in poche parole del contenuto dell’e-mail. In tal modo, l’utente ha il modo di capire fin da subito qual è l’argomento dell’e-mail.

Forse ora ti chiederai: ma è davvero necessario indicare un oggetto in un’e-mail ad un amico?

Ovviamente, per le e-mail informali si ha molta più libertà di espressione. E questo sia per quanto riguarda la lingua sia per quanto riguarda l’utilizzo delle faccine. Tuttavia, a mio avviso è sbagliato lasciare vuoto questo campo.

Perché? Principalmente per due motivi:

1. le e-mail senza oggetto finiscono spesso e volentieri nella casella “spam”;

2. dire fin da subito il motivo per cui si scrive ad una persona è a mio avviso un gesto di cortesia verso il lettore. Egli ha così modo di capire se potrà rispondervi subito o meno.

Per questo inserirei sempre e comunque un oggetto all’e-mail. Per esempio scriverei quindi frasi come Grüße aus Heidelberg (trad. ‘saluti da Heidelberg’) oppure Party in meinem Garten (trad. ‘festa nel mio giardino’).

L’incipit (=l’inizio) dell’e-mail

Dopo aver indicato l’oggetto della tua e-mail è ora di passare al corpo dell’e-mail. Ma… come iniziare?

Secondo me, un’e-mail ben scritta dovrebbe incominciare con

Lieber XY (se l’interlocutore è maschio) o Liebe XY (per le femmine)

Hallo / Hi / Hallöchen, XY! (trad. ‘ciao, XY!’).

In tal modo, quindi, crei un primo, breve contatto con il tuo interlocutore. E questo anche se puoi iniziare in modo diverso, come per esempio:

1. indicando soltanto il nome (o il soprannome) del destinatario;
2. tralasciando bellamente l’incipit della tua e-mail.

Scrivere un’e-mail in tedesco: il corpo dell’e-mail

Dopo aver scritto l’incipit dell’e-mail, arriviamo quindi al corpo dell’e-mail stessa.

Essendo una guida puramente teorica, non mi è qui possibile dire esattamente cosa scrivere o meno. In ogni caso, come suggerisce anche il sito mysocialweb.it, sia che tu voglia scrivere un’e-mail in tedesco, in italiano o in qualsiasi altra lingua, bisogna

puntare alla semplicità e alla buona comunicazione. Non c’è spazio per burocratese senza ragione, devi farti capire e non aumentare le distanze tra chi scrive e chi legge. Soprattutto se devi scrivere una lettera informale.

Non usare gergo specialistico -a meno che non sia richiesto e compreso – e periodi troppo lunghi, usa parole semplici e frasi brevi, rileggi il testo per correggere errori ortografici.

La chiusura di un’e-mail: saluti e firma 

Quando hai finito di comunicare tutto il necessario, dovrai terminare la tua e-mail. Ciò può avvenire nei seguenti modi:
 
1. con un saluto tipo Liebe Grüße (trad. ‘cari saluti’), LG (abbreviazione di Liebe Grüße), Tschüss (trad. ‘ciao’), ecc. e firmandoti;
2. scrivendo semplicemente il tuo nome.
 
Dopo di ché potrai inviare la tua e-mail.

Scrivere un’e-mail in tedesco: l’e-mail formale

Finora abbiamo visto come scrivere un’e-mail in tedesco ad un tuo amico. Tuttavia, se scrivi ad un professore o ad un ufficio dovrai fare molta più attenzione alla forma.
Quanto costa partorire in Germania? 5
 
Perché? Immagina di essere in spiaggia e di vedere una persona vestita come se andasse ad una cerimonia. Certamente capiresti che l’abbigliamento di quella persona non è adatto alla spiaggia.
 
La stessa reazione avverrebbe se tu scrivessi ad un tuo professore / capo / ad un ufficio così come se scrivessi ad un tuo amico o se stessi chattando. Il tuo modo di scrivere verrebbe percepito come inadeguato. E quindi? Il tuo professore potrebbe infastidirsi oppure non rispondere affatto.
 
Pertanto, scrivere ad un professore come ad un amico non è il modo migliore per presentarsi. E questo anche se non parli il tedesco a sufficienza.
 
Un’e-mail formale è quindi più difficile rispetto ad un’e-mail ad un tuo amico. Per questo motivo, qui di seguito descrivo come strutturare un’e-mail formale efficace.
 
Sei pronto? Via!

L’oggetto di un’e-mail formale

Rispetto all’e-mail ad un amico (di cui abbiamo parlato poco sopra), nell’e-mail formale è più importante fare attenzione all’oggetto dell’e-mail. Infatti, le e-mail formali sono generalmente le e-mail scritte per lavoro. Quindi è ancora più importante che il destinatario sia in grado di decidere se e quando risponderti.

Ma… come gestire l’oggetto di un’e-mail formale?

In linea generale, una regola precisa non c’è. A mio avviso, però è meglio andare dritti al punto e inserire come oggetto frasi come Ihre Stellenausschreibung XXYY… (it. “il Suo annuncio XXYY…”) o Bewerbung um eine Stelle als … (it. “candidatura per un posto come …”) se ti inviando la tua candidatura ad un’azienda.

E se dovessi scrivere ad un ufficio o un professore universitario?

In tal caso, dare degli esempi specifici è quasi impossibile, perché molto dipende da quello che vuoi chiedere.

Quanto costa partorire in Germania? 6 

Supponiamo però che dobbiate scrivere all’agenzia delle entrate tedesca (Finanzamt). Infatti, dopo aver lavorato un po’ come dipendente in un’azienda, hai deciso di metterti in proprio. E quindi devi comunicare all’agenzia delle entrate l’inizio dell’attività.

In questo caso, l’oggetto dell’e-mail sarebbe:

Aufnahme einer selbständigen Aktivität – Steuer-Id.-Nr. 123456789 (it. “inizio di un’attività in proprio – Nr. di identificazione fiscale: 123456789).

In tal modo, il Finanzamt è in grado non solo di capire fin da subito qual è l’oggetto del vostro scritto, ma anche di collegarlo alla pratica corretta.

Se invece è l’agenzia delle entrate che vi contatta e dovete rispondere, l’oggetto dell’e-mail sarebbe Ihr Schreiben vom 11.05.2019 – Steuer-Id.-Nr. 123456789 (it. “il Suo scritto dell’11.05.2019 – Nr. di identificazione fiscale: 123456789”).

Infine, supponendo di dover scrivere ad un professore universitario, un esempio di oggetto adeguato potrebbe essere Unterricht am 11.05.2019 (it. “lezione dell’11.05.2019”).

 

L’incipit di un’e-mail formale 

Prima di arrivare all’incipit di un’e-mail formale, occorre qui fare una precisazione.

Soprattutto se a scrivere è un ufficio pubblico, potrai vedere un layout molto simile a quello di una lettera. Sulla destra, prima di iniziare a scrivere, viene riportato il nome e il contatto del mittente. A sinistra invece troverai il tuo nome e il tuo indirizzo di casa. Successivamente, sotto i due contatti, sulla destra viene riportata la data dello scritto. Solo allora inizia poi il corpo della lettera vero e proprio.

Bisogna davvero fare così in un’e-mail formale? Personalmente direi di no. Come dicevo, un’e-mail impostata nel modo sopra descritto arriva soprattutto da un ufficio pubblico. In tal caso, il mittente dà per scontato che il destinatario non leggerà l’e-mail sul computer. Nella testa di chi scrive, infatti, l’e-mail (in realtà una lettera formale) sarà stampata e archiviata.

In un caso normale, eviterei quindi di impostare l’e-mail come se fosse una lettera formale. Perché? Perché la gente molto probabilmente leggerà il tuo scritto senza stamparlo. E soprattutto se sei su un dispositivo mobile non avrai voglia di perdersi in fronzoli.

Veniamo ora all’incipit di un’e-mail formale.

Se per scrivere un’e-mail in tedesco ad un amico utilizzavi espressioni come Lieber / Liebe (it. “caro / cara”), in un’e-mail formale inizierai con

Sehr geehrter Herr (Dr.*) Müller (it. “Egregio sig. Dr. Müller”) o con

Sehr geehrte Frau (Dr.*) Müller (it. “Gentile sig.ra Dr. Müller”).

*Dr. è l’abbreviazione di Doktor e si utilizza soltanto quando la persona in questione ha ottenuto il dottorato di ricerca.

L’utilizzo dei titoli accademici varia molto dalla zona di provenienza della persona. Secondo Ammon (1995), infatti, pare che nel sud della Germania, in Austria e in Svizzera le persone siano più legate ai titoli accademici rispetto al nord della Germania. L’uso dei titoli accademici sarebbe quindi uno degli elementi che rendono evidenti le diverse varietà del tedesco.

E se conosci il destinatario personalmente ma non hai abbastanza confidenza da dargli del tu? Allora potrai iniziare la tua e-mail formale con:

Lieber Herr Meyer (it. “Gentile sig. Meyer”) o con

Liebe Frau Meyer (it. “Gentile sig.ra Meyer”).

Dopo di ché potrai iniziare a scrivere la tua e-mail in tedesco. Essendo una guida teorica, non mi è possibile immaginare tutte le situazioni. Per questo non mi soffermo oltre sul corpo dell’e-mail e rimando ai consigli di mysocialweb.it.

 

La chiusura di un’e-mail formale 

A questo punto, forse ti starai chiedendo:

Chiara, come posso concludere un’e-mail formale?

Per la chiusura di un’e-mail formale, potrai scegliere tra le seguenti espressioni:

Mit freundlichen Grüßen (it. “Distinti saluti”)

Mfg (abbreviazione di Mit freundlichen Grüßen)

Freundliche Grüße (it. “Cordiali saluti”)

Herzliche Grüße (it. “Cordiali saluti”)

Schöne Grüße (it. “Cordiali saluti”) oppure

Gruß (it. “Saluti”).

Ad essa dovresti aggiungere le seguenti informazioni:
1. il tuo indirizzo di casa;
2. un recapito telefonico.
In tal modo sarai reperibile nel caso in cui il destinatario non riesca a raggiungerti via e-mail.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto come scrivere un’e-mail in tedesco e ho descritto sia un’e-mail ad un amico sia un’e-mail formale.
 
Spero che sia tutto chiaro e che la mia guida ti sia utile. In tal caso mi farebbe piacere un tuo feedback. Scrivi qui sotto nei commenti cosa ne pensi di questa guida. In tal modo saprò come strutturare i miei contenuti futuri.

A presto.

Chi Sono

Quanto costa partorire in Germania? 7

Germanista, traduttrice (tedesco - italiano o inglese-italiano) e insegnante di tedesco come lingua straniera.


Ha pubblicato il libro Deutschlandismen in den Lernerwörterbücher presso la casa editrice Peter Lang e ha frequentato il dottorato presso l'Università di Duisburg-Essen con il Prof. Ulrich Ammon.


Con il presente blog, Chiara aiuta gli italiani che desiderano trasferirsi in Germania a imparare il tedesco e a integrarsi in Germania.

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Fare l’erasmus in Germania: breve introduzione e opinioni sulla mia esperienza

Fare l’erasmus in Germania: breve introduzione e opinioni sulla mia esperienza

Chiara Scanavino

Stai pensando di fare un soggiorno Erasmus in Germania ma prima vorresti informarti meglio? Allora continua a leggere. Qui troverai tutto ciò che ti serve.

Che cos’è il progetto Erasmus?

Il progetto European Region Action Scheme for the Mobility of University Students (Erasmus) è nato nel 1987. Finanziato dall’Unione Europea, l’Erasmus permette lo scambio interculturale tra gli studenti universitari di tutti i Paesi europei, compresi quelli che hanno fatto richiesta di entrare nell’Unione.

Oggi il progetto Erasmus non è limitato solo agli studenti universitari e in generale al mondo accademico. Infatti è stato esteso anche al mondo lavorativo (es. Erasmus for Placement) e al mondo dello sport (Erasmus +).

Perché fare l’Erasmus?

Fare l’Erasmus ha numerosi vantaggi, perché ti permette di:

1. conoscere una nuova lingua e/o di approfondire la conoscenza dell’inglese;

2. venire a contatto con una nuova cultura e conoscere gente proveniente da tutto il mondo;

3. acquisire un nuovo metodo di studio;

4. conoscere più da vicino il mondo del lavoro in un Paese straniero.

Secondo il rapporto annuale sul progetto Erasmus della Commissione Europea, l’Erasmus permette poi a tanti ragazzi di:
1. confrontarsi per la prima volta con delle responsabilità;
2. avere una maggiore coscienza europea;
3. essere disponibili a creare relazioni stabili con persone straniere;
4. essere disponibili a trasferirsi all’estero per lavoro;
5. avere migliori opportunità lavorative nel Paese ospite e/o nel Paese di provenienza;
6. essere disponibili a creare una propria start up.

Dati sul progetto Erasmusprovenienza degli studenti erasmusluoghi di destinazione degli studenti erasmus

Fonte: https://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/about/statistics_it

Come funziona il progetto Erasmus?

Per candidarsi al progetto Erasmus occorre partecipare ad un concorso per titoli. Nel mese di gennaio di ogni anno quindi, la propria università pubblica un bando da superare.

Tra i requisiti per partecipare al progetto ci sono:

1. provenienza da un Paese dell’Unione Europea, Norvegia, Liechtenstein, Islanda e Turchia;

2. essere iscritto ad un corso di laurea;

3. aver completato il primo anno di studio;

4. avere un’adeguata conoscenza della lingua del Paese ospitante;

5. avere un buon rendimento negli studi;

6. non aver usufruito di altre borse di studio Erasmus.

La pubblicazione dei risultati del concorso avviene all’incirca 1 mese dopo la presentazione della domanda. Entro 8 giorni solari i vincitori devono accettare o rifiutare la borsa di studio. Se rifiuti la borsa ci sarà un ripescaggio tra chi è stato escluso.

Dopo aver accettato la borsa, nel caso in cui decidi di partire per 6 mesi o meno, devi decidere in quale semestre frequentare l’Erasmus. In seguito, devi fare un piano di studi (Learning Agreement) insieme al tuo docente tutor. È questo il passaggio più importante, perché il Learning Agreement definisce quali sono i corsi che potrai seguire e quali esami ti verranno riconosciuti al tuo ritorno.

Se – quasi al termine del tuo semestre Erasmus – decidi di prolungare il tuo soggiorno, dovrai chiedere l’autorizzazione al docente tutor in Germania e comunicare la cosa in Italia.

Durante l’Erasmus però non solo potrai dare esami, ma anche andare alla ricerca di materiale per la tua tesi di laurea. In tal caso, però, non solo dovrai indicare la tua attività di ricerca del materiale nel Learning Agreement.

6 mesi prima della consegna, dovrai depositare nella segreteria studenti della tua facoltà il titolo provvisorio della tua tesi. Solo allora potrai svolgere attività di ricerca del materiale per la tesi di laurea.

A questo punto forse ti starai chiedendo: A quanto ammonta la borsa di studio Erasmus? E quali sono i costi da sostenere?

Risposta: l’ammontare della borsa di studio Erasmus viene stabilito di anno in anno in base ai finanziamenti dell’Unione Europea. Tra le altre cose, però, l’ammontare dipende anche dal proprio reddito e dagli eventuali contributi di facoltà. 

In generale, però, la borsa Erasmus ammonta a circa 270-300 EUR mensili. Pertanto, si tratta di un semplice contributo e non di una borsa di studio volta a coprire tutte le spese da sostenere.

Per quanto riguarda i costi, invece, è impossibile dare una risposta precisa. Perché? Perché molto dipende dagli stili di vita individuali. In ogni caso, però, in Germania le tasse universitarie (che sono semestrali) comprendono anche l’abbonamento ai mezzi pubblici, mentre per l’affitto nello studentato dovrai mettere in conto circa 300 EUR al mese.

 

Quanti corsi devi seguire e quanti crediti formativi universitari devi avere?

Il tutto dipende dalla tua università e dalla durata del tuo soggiorno. In ogni caso devi sapere che per 1 CFU (credito formativo universitario) occorrono 3 ECTS (European Credit Transfer and Accumulation System). Gli ECTS sono quindi i crediti formativi europei che permettono l’equivalenza del numero di CFU nelle varie università europee.

Una volta che il Learning Agreement è stato approvato dal Consiglio di Facoltà della tua università, potrai procedere a contattare il docente tutor nella tua università di destinazione e organizzare il tuo viaggio.

E come faccio a organizzarmi per la casa a distanza? Rivolgendoti il prima possibile al tuo docente tutor potrai ottenere i contatti di chi – nella tua università di arrivo – si occupa di fornire le stanze nello studentato dell’università.

In Germania, delle stanze per gli studenti nello studentato se ne occupa lo Studentenwerk Asta, un ente che oltre a questo si occupa anche di:

1. riparare gratuitamente le biciclette degli studenti;

2. fare traduzioni giurate dei documenti (nel caso servissero);

3. biglietto del bus per gli studenti universitari (incluso nelle “tasse universitarie”, Studienbeiträge);

4. tandem linguistici;

5. informazioni sui gruppi di studenti, ecc.

E se non riesco ad avere un appartamento nello studentato? In quel caso, leggi il mio articolo Trasferirsi in Germania parte 2: Trovare una casa.

Ma… come sono fatti gli alloggi per studenti nello studentato? Nello studentato troverai sia appartamenti singoli sia stanze da condividere con altri studenti. I primi sono da ca. 15-20 m² e comprendono:

1. il letto;

2. la finestra;

3. il tavolo;

4. il bagno con doccia;

5. la cucina, piuttosto piccola e talvolta senza forno;

6. l’armadio per riporre le proprie stoviglie;

7. la connessione internet via cavo (da attivare all’arrivo sottoscrivendo un abbonamento per la durata del soggiorno).

Non sono incluse le lenzuola per il letto e nemmeno le stoviglie. Da considerare è poi che l’arredamento di uno studentato in Germania è piuttosto spartano. Pertanto sarà necessario da parte tua tanto spirito di adattamento.

E per la biancheria?

Ogni studentato ha una propria cantina dove troverai sia la lavatrice e sia l’asciugatrice. Qui se vuoi puoi anche stendere la biancheria. Tuttavia dovrai fare attenzione perché è facile che qualcuno scambi la roba o che la biancheria venga rubata.

Bene. Veniamo ora ad un altro punto:

 

Cosa devo fare una volta che sono arrivato in Germania?

Innanzitutto dovrai andare all’Einwohnermeldeamt della tua città per fare l’Anmeldung, cioè l’iscrizione all’anagrafe tedesca. Dopo di ché, con la tua tessera sanitaria italiana, dovrai presentarti presso un ufficio dell’AOK o della TKK (due assicurazioni sanitarie pubbliche tedesche) per far validare la tua assicurazione sanitaria.

Infatti, in Germania è obbligatorio avere un’assicurazione sanitaria e quindi – senza un foglio che ne attesti la validità – non è possibile iscriversi all’università.

Dopo di che dovrai recarti nella segreteria della tua università e formalizzare la tua iscrizione pagando le tasse universitarie (Studienbeiträge). Solo allora sarai regolarmente iscritto e avrai accesso a tutti i servizi riservati agli studenti.

 

E per i corsi e gli esami? Devo per forza dare gli esami in tedesco?

All’inizio di ogni semestre dovrai iscriverti a tutti i corsi che vorrai seguire e chiarire con il docente quanti ECTS ottieni con il superamento dell’esame.

Perché è importante chiarire il numero di ECTS?

Quando sei in Erasmus può succedere che i corsi previsti dalla tua università di provenienza abbiano un numero di ECTS diverso da quella di arrivo o che le richieste siano leggermente diverse. Pertanto, i docenti della tua università in Germania devono adattarsi un pochino al tuo Learning Agreement. E ciò può comportare che il docente richieda parti aggiuntive rispetto agli altri studenti.

Ma torniamo ora alla domanda precedente: è obbligatorio dare gli esami in tedesco?

Risposta: assolutamente no. A seconda della facoltà e della tua conoscenza linguistica, puoi anche decidere di dare l’esame in inglese. In casi molto particolari (es. stai seguendo un corso di linguistica italiana) potresti dare l’esame anche in italiano.

In ogni caso però, sempre a seconda della facoltà che frequenti e della tua città di destinazione, per fare l’Erasmus in Germania è consigliabile avere una conoscenza anche minima della lingua tedesca.

Non sai come fare? Clicca qui per contattarmi! Dopo aver esaminato bene la tua situazione di partenza, progetterò insieme a te un percorso individualizzato che ti permetta di raggiungere i tuoi obiettivi!

 

Torniamo però ora al tema degli esami…. Come funzionano gli esami in Germania?

Al contrario dell’Italia, in Germania gli esami sono prevalentemente scritti. Da notare è poi che (specialmente se sei alla laurea magistrale) potresti dover scrivere tanti Hausarbeit.

 

E che cosa sono gli Hausarbeit? Sono delle brevi tesine (in genere di 10-15 pagine) su un tema concordato con il docente e che dovrai consegnare entro la fine della pausa esami.

All’interno di un Hausarbeit dovrai essere in grado di dimostrare che conosci almeno i testi più importanti che riguardano il tema su cui stai scrivendo e di essere in grado di giudicare in modo critico i testi che hai letto.

Si tratta quindi di un sistema completamente diverso da quello italiano e quindi – soprattutto all’inizio – potresti avere delle difficoltà nella loro realizzazione.

Vuoi saperne di più su come strutturare un Hausarbeit? Clicca qui per scaricare l’esempio di un Hausarbeit scritto da me per superare un’esame di linguistica italiana all’università di Düsseldorf!

Oltre agli Hausarbeit, però, chi frequenta le lezioni potrebbe dover preparare un Referat, cioè una breve presentazione orale di un tema concordato con il docente. In Germania – a seconda della facoltà frequentata – non c’è un obbligo di presenza, ma se ti iscrivi ad un corso devi poi frequentare.

Solitamente il Referat è sullo stesso tema su cui poi si scrive l’Hausarbeit, ma le due cose possono essere indipendenti.

A differenza dell’Hausarbeit, il Referat è più breve e viene esposto durante le lezioni di fronte a tutta la classe. Generalmente, poi, gli studenti utilizzano delle presentazioni realizzate con il computer per rendere l’argomento meno noioso. In realtà però ciò non è assolutamente un obbligo ed è quindi meglio concentrarsi sui contenuti esposti piuttosto che sul modo in cui vengono presentati.

Al termine del corso, in sede di valutazione, l’insegnante farà una media tra il voto del Referat e quello dell’Hausarbeit e darà la votazione finale con anche il numero di ECTS raggiunti. Per confermare il superamento dell’esame, il docente farà un attestato in cui dichiara il voto finale (secondo il sistema tedesco) e il numero di ECTS raggiunti. 

E cosa devo fare al ritorno in Italia?

Entro un mese dal ritorno dal tuo soggiorno Erasmus, dovrai presentare al Consiglio di Facoltà della tua università italiana tutti gli attestati ottenuti in Germania in originale insieme al Learning Agreement controfirmato dal docente tutor nella tua università in Germania. Il Consiglio di Facoltà provvederà a convertire tutti i voti dal sistema di valutazione tedesco al sistema di valutazione italiano e a convalidare il superamento degli esami.

Quando la conversione dei voti e dei crediti formativi universitari sarà pronta, verrai avvisato via e-mail e dovrai recarti nella segreteria studenti della tua facoltà per registrare i voti sul tuo libretto universitario italiano.

Erasmus in Germania: la mia opinione

Nel presente testo abbiamo visto i seguenti punti:

1. che cos’è l’Erasmus;

2. i motivi per fare un soggiorno Erasmus;

3. come funziona l’Erasmus;

4. come organizzare l’alloggio durante l’Erasmus;

5. cosa fare una volta arrivato in Germania per l’Erasmus;

6. come funzionano gli esami in Germania;

7. cosa fare al rientro in Italia.

Attraverso questo testo abbiamo potuto osservare come il sistema universitario in Germania, soprattutto a livello di esami, sia completamente diverso da quello italiano. Nella mia esperienza personale, per uno studente italiano, districarsi tra i vari corsi e le varie tipologie di esami può essere un ostacolo non facile da superare, soprattutto all’inizio dell’Erasmus.

Infatti, guardando sul sito delle università tedesche può essere inizialmente disorientante capire quali corsi danno quanti crediti formativi e come svolgere le varie tipologie di esame. Se poi a questo si dovesse aggiungere la mancanza di conoscenza della lingua tedesca, l’esperienza diventerebbe decisamente più tosta, anche se a seconda della città e della facoltà frequentata la cosa non sarebbe comunque impossibile.

Anzi, come abbiamo visto nell’articolo Fare l’erasmus in Germania senza sapere il tedesco? Consigliabile., per alcuni è addirittura consigliabile andare in Erasmus senza conoscere la lingua. Perché? Perché ti darebbe quella motivazione in più per imparare il tedesco più velocemente.

In ogni caso, l’esperienza dell’Erasmus in Germania ti cambia non solo sul piano professionale, ma anche e soprattutto su quello umano. Perché? Perché ti aiuta ad aprire i tuoi orizzonti e ti fa venire a contatto con una realtà completamente diversa da quella a cui sei abituato. Per questo consiglio a tutti tale esperienza.

 

E tu cosa ne pensi? Scrivilo qui sotto nei commenti!

Chi Sono

Quanto costa partorire in Germania? 8

Germanista, traduttrice (tedesco - italiano o inglese-italiano) e insegnante di tedesco come lingua straniera.


Ha pubblicato il libro Deutschlandismen in den Lernerwörterbücher presso la casa editrice Peter Lang e ha frequentato il dottorato presso l'Università di Duisburg-Essen con il Prof. Ulrich Ammon.


Con il presente blog, Chiara aiuta gli italiani che desiderano trasferirsi in Germania a imparare il tedesco e a integrarsi in Germania.

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