Fare l’erasmus in Germania: breve introduzione e opinioni sulla mia esperienza

Fare l’erasmus in Germania: breve introduzione e opinioni sulla mia esperienza

Stai pensando di fare un soggiorno Erasmus in Germania ma prima vorresti informarti meglio? Allora continua a leggere. Qui troverai tutto ciò che ti serve.

Che cos’è il progetto Erasmus?

Il progetto Erasmus (abbreviazione di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students) è un progetto finanziato dall’Unione Europea nato nel 1987, attraverso cui l’Unione Europea vuole favorire lo scambio interculturale tra gli studenti universitari di tutti i Paesi europei, compresi quelli (come la Turchia) che hanno fatto richiesta di entrare nell’Unione.

Oggi il progetto Erasmus non è limitato solo agli studenti universitari e in generale al mondo accademico (anche i professori possono prendere parte al progetto), ma è stato esteso anche al mondo lavorativo (es. Erasmus for Placement) e al mondo dello sport (Erasmus +).

Perché fare l’Erasmus?

Fare l’Erasmus ha numerosi vantaggi, perché ti permette di:

1. conoscere una nuova lingua e/o di approfondire la conoscenza dell’inglese;

2. venire a contatto con una nuova cultura e conoscere gente proveniente da tutto il mondo;

3. acquisire un nuovo metodo di studio;

4. conoscere più da vicino il mondo del lavoro in un Paese straniero.

Inoltre, secondo il rapporto annuale sul progetto Erasmus della Commissione Europea, il progetto Erasmus consente a tanti ragazzi di confrontarsi per la prima volta con delle responsabilità e influenza anche i seguenti fattori:

1. la coscienza europea;

2. la disponibilità a creare relazioni stabili con persone straniere;

3. la disponibilità a trasferirsi all’estero per lavoro;

4. le migliori opportunità lavorative nel Paese ospite e/o nel Paese di provenienza;

5. la disponibilità a creare una propria start up.

Dati sul progetto Erasmusprovenienza degli studenti erasmusluoghi di destinazione degli studenti erasmus

Fonte: https://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/about/statistics_it

Come funziona il progetto Erasmus?

Per candidarsi al progetto Erasmus occorre partecipare ad un concorso per titoli, il cui bando viene pubblicato dalla propria università nel mese di gennaio di ogni anno.

Tra i requisiti per partecipare al progetto ci sono:

1. provenienza da un Paese dell’Unione Europea, Norvegia, Liechtenstein, Islanda e Turchia;

2. essere iscritto ad un corso di laurea;

3. aver completato il primo anno di studio;

4. avere un’adeguata conoscenza della lingua del Paese ospitante;

5. avere un buon rendimento negli studi;

6. non aver usufruito di altre borse di studio Erasmus.

Entro all’incirca 1 mese dalla presentazione della domanda viene pubblicata una graduatoria con i vincitori della borsa, che devono accettare entro 8 giorni solari. Chi non ha ottenuto subito la borsa può poi sperare nel ripescaggio nel caso in cui qualcuno dei vincitori rinunci alla borsa o non accetti la borsa.

Dopo aver accettato la borsa, nel caso in cui decidi di partire per 6 mesi o meno, devi decidere in quale semestre frequentare l’Erasmus e poi fare un piano di studi (Learning Agreement) insieme al tuo docente tutor. È questo il passaggio più importante, perché il Learning Agreement definisce quali sono i corsi che potrai seguire e quali esami ti verranno riconosciuti al tuo ritorno. Se – quasi al termine del tuo semestre Erasmus – decidi di prolungare il tuo soggiorno, dovrai chiedere l’autorizzazione al docente tutor in Germania e comunicare la cosa in Italia.

Durante l’Erasmus però non solo potrai dare esami, ma anche andare alla ricerca di materiale per la tua tesi di laurea. In tal caso, però, non solo dovrai indicare la tua attività di ricerca del materiale nel Learning Agreement. Infatti, 6 mesi prima della consegna, dovrai depositare nella segreteria studenti della tua facoltà il titolo provvisorio della tua tesi. Solo allora potrai svolgere attività di ricerca del materiale per la tesi di laurea.

A questo punto forse ti starai chiedendo: A quanto ammonta la borsa di studio Erasmus? E quali sono i costi da sostenere?

Risposta: l’ammontare della borsa di studio Erasmus viene stabilito di anno in anno in base ai finanziamenti dell’Unione Europea e dipende – tra le altre cose – anche dal proprio reddito e dagli eventuali contributi di facoltà. In generale, però, la borsa Erasmus ammonta a circa 270-300 EUR mensili. Pertanto, si tratta di un semplice contributo e non di una borsa di studio volta a coprire tutte le spese da sostenere. Per quanto riguarda i costi, invece, è impossibile dare una risposta precisa. Perché? Perché molto dipende dagli stili di vita individuali. In ogni caso, però, in Germania le tasse universitarie (che sono semestrali) comprendono anche l’abbonamento ai mezzi pubblici, mentre per l’affitto nello studentato dovrai mettere in conto circa 300 EUR al mese.

 

Quanti corsi devi seguire e quanti crediti formativi universitari devi avere?

Il tutto dipende dalla tua università e dalla durata del tuo soggiorno. In ogni caso devi sapere che per 1 CFU (credito formativo universitario) occorrono 3 ECTS (European Credit Transfer and Accumulation System), ovvero i crediti formativi europei che permettono l’equivalenza del numero di CFU nelle varie università europee.

Una volta che il Learning Agreement è stato approvato dal Consiglio di Facoltà della tua università, potrai procedere a contattare il docente tutor nella tua università di destinazione e organizzare il tuo viaggio.

E come faccio a organizzarmi per la casa a distanza? Rivolgendoti il prima possibile al tuo docente tutor potrai ottenere i contatti di chi – nella tua università di arrivo – si occupa di fornire le stanze nello studentato dell’università.

In Germania, delle stanze per gli studenti nello studentato se ne occupa lo Studentenwerk Asta, un ente che oltre a questo si occupa anche di:

1. riparare gratuitamente le biciclette degli studenti;

2. fare traduzioni giurate dei documenti (nel caso servissero);

3. biglietto del bus per gli studenti universitari (incluso nelle “tasse universitarie”, Studienbeiträge);

4. tandem linguistici;

5. informazioni sui gruppi di studenti, ecc.

E se non riesco ad avere un appartamento nello studentato? In quel caso, leggi il mio articolo Trasferirsi in Germania parte 2: Trovare una casa.

Ma… come sono fatti gli alloggi per studenti nello studentato? Nello studentato troverai sia appartamenti singoli sia stanze da condividere con altri studenti. I primi sono da ca. 15-20 m² e comprendono:

1. il letto;

2. la finestra;

3. il tavolo;

4. il bagno con doccia;

5. la cucina, piuttosto piccola e talvolta senza forno;

6. l’armadio per riporre le proprie stoviglie;

7. la connessione internet via cavo (da attivare all’arrivo sottoscrivendo un abbonamento per la durata del soggiorno).

Non sono incluse le lenzuola per il letto e nemmeno le stoviglie. Da considerare è poi che l’arredamento di uno studentato in Germania è piuttosto spartano. Pertanto sarà necessario da parte tua tanto spirito di adattamento.

E per la biancheria?

Ogni studentato ha una propria cantina dove troverai sia la lavatrice e sia l’asciugatrice. Qui se vuoi puoi anche stendere la biancheria. Tuttavia dovrai fare attenzione perché è facile che qualcuno scambi la roba o che la biancheria venga rubata.

Bene. Veniamo ora ad un altro punto:

Cosa devo fare una volta che sono arrivato in Germania?

Innanzitutto dovrai andare all’Einwohnermeldeamt della tua città per fare l’Anmeldung, cioè l’iscrizione all’anagrafe tedesca. Dopo di ché, con la tua tessera sanitaria italiana, dovrai presentarti presso un ufficio dell’AOK o della TKK (due assicurazioni sanitarie pubbliche tedesche) per far validare la tua assicurazione sanitaria. Infatti, in Germania è obbligatorio avere un’assicurazione sanitaria e quindi – senza un foglio che ne attesti la validità – non è possibile iscriversi all’università. Una volta che hai in mano la conferma dell’iscrizione all’Einwohnermeldeamt e quella della validità dell’assicurazione sanitaria, dovrai recarti nella segreteria della tua università e formalizzare la tua iscrizione pagando le tasse universitarie (Studienbeiträge). Dopo di ciò sarai regolarmente iscritto e avrai accesso a tutti i servizi riservati agli studenti.

E per i corsi e gli esami? Devo per forza dare gli esami in tedesco?

All’inizio di ogni semestre dovrai iscriverti a tutti i corsi che vorrai seguire e chiarire con il docente quanti ECTS ottieni con il superamento dell’esame.

Perché è importante chiarire il numero di ECTS?

Quando sei in Erasmus può succedere che i corsi previsti dalla tua università di provenienza abbiano un numero di ECTS diverso da quella di arrivo o che le richieste siano leggermente diverse. Pertanto, i docenti della tua università in Germania devono adattarsi un pochino al tuo Learning Agreement. E ciò può comportare che il docente richieda parti aggiuntive rispetto agli altri studenti.

Ma torniamo ora alla domanda precedente: è obbligatorio dare gli esami in tedesco?

Risposta: assolutamente no. A seconda della facoltà e della tua conoscenza linguistica, puoi anche decidere di dare l’esame in inglese. In casi molto particolari (es. stai seguendo un corso di linguistica italiana) potresti dare l’esame anche in italiano. In ogni caso però, sempre a seconda della facoltà che frequenti e della tua città di destinazione, per fare l’Erasmus in Germania è consigliabile avere una conoscenza anche minima della lingua tedesca.

Non sai come fare? Clicca qui per contattarmi! Dopo aver esaminato bene la tua situazione di partenza, progetterò insieme a te un percorso individualizzato che ti permetta di raggiungere i tuoi obiettivi!

 

Torniamo però ora al tema degli esami…. Come funzionano gli esami in Germania?

Al contrario dell’Italia, dove soprattutto nelle facoltà umanistiche ci sono tanti esami orali, in Germania gli esami sono prevalentemente scritti. Da notare è poi che (specialmente se sei alla laurea magistrale) potresti dover scrivere tanti Hausarbeit. E che cosa sono gli Hausarbeit? Sono delle brevi tesine (in genere di 10-15 pagine) su un tema concordato con il docente e che dovrai consegnare entro la fine della pausa esami.

All’interno di un Hausarbeit dovrai essere in grado di dimostrare che conosci almeno i testi più importanti che riguardano il tema su cui stai scrivendo e di essere in grado di giudicare in modo critico i testi che hai letto. Si tratta quindi di un sistema completamente diverso da quello italiano e quindi – soprattutto all’inizio – potresti avere delle difficoltà nella loro realizzazione.

Vuoi saperne di più su come strutturare un Hausarbeit? Clicca qui per scaricare l’esempio di un Hausarbeit scritto da me per superare un’esame di linguistica italiana all’università di Düsseldorf!

Oltre agli Hausarbeit, però, chi frequenta le lezioni (in Germania – a seconda della facoltà frequentata – non c’è un obbligo di presenza, ma se ti iscrivi ad un corso devi poi frequentare) potrebbe dover preparare un Referat, cioè una breve presentazione orale di un tema concordato con il docente. Solitamente si tratta dello stesso tema su cui poi si scrive l’Hausarbeit, ma le due cose possono essere indipendenti.

A differenza dell’Hausarbeit, il Referat è più breve e viene esposto durante le lezioni di fronte a tutta la classe. Generalmente, poi, gli studenti utilizzano delle presentazioni realizzate con il computer per rendere l’argomento meno noioso. In realtà però ciò non è assolutamente un obbligo ed è quindi meglio concentrarsi sui contenuti esposti piuttosto che sul modo in cui vengono presentati.

Al termine del corso, in sede di valutazione, l’insegnante farà una media tra il voto del Referat e quello dell’Hausarbeit e darà la votazione finale con anche il numero di ECTS raggiunti. Per confermare il superamento dell’esame, il docente farà un attestato in cui dichiara il voto finale (secondo il sistema tedesco) e il numero di ECTS raggiunti.

 

E cosa devo fare al ritorno in Italia?

Entro un mese dal ritorno dal tuo soggiorno Erasmus, dovrai presentare al Consiglio di Facoltà della tua università italiana tutti gli attestati ottenuti in Germania in originale insieme al Learning Agreement controfirmato dal docente tutor nella tua università in Germania. Il Consiglio di Facoltà provvederà a convertire tutti i voti dal sistema di valutazione tedesco al sistema di valutazione italiano e a convalidare il superamento degli esami.

Quando la conversione dei voti e dei crediti formativi universitari sarà pronta, verrai avvisato via e-mail e dovrai recarti nella segreteria studenti della tua facoltà per registrare i voti sul tuo libretto universitario italiano.

Erasmus in Germania: la mia opinione

Nel presente testo abbiamo visto i seguenti punti:

1. che cos’è l’Erasmus;

2. i motivi per fare un soggiorno Erasmus;

3. come funziona l’Erasmus;

4. come organizzare l’alloggio durante l’Erasmus;

5. cosa fare una volta arrivato in Germania per l’Erasmus;

6. come funzionano gli esami in Germania;

7. cosa fare al rientro in Italia.

Attraverso questo testo abbiamo potuto osservare come il sistema universitario in Germania, soprattutto a livello di esami, sia completamente diverso da quello italiano. Nella mia esperienza personale, per uno studente italiano, districarsi tra i vari corsi e le varie tipologie di esami può essere un ostacolo non facile da superare, soprattutto all’inizio dell’Erasmus.

Infatti, guardando sul sito delle università tedesche può essere inizialmente disorientante capire quali corsi danno quanti crediti formativi e come svolgere le varie tipologie di esame. Se poi a questo si dovesse aggiungere la mancanza di conoscenza della lingua tedesca, l’esperienza diventerebbe decisamente più tosta, anche se a seconda della città e della facoltà frequentata la cosa non sarebbe comunque impossibile. Anzi, come abbiamo visto nell’articolo Fare l’erasmus in Germania senza sapere il tedesco? Consigliabile., per alcuni è addirittura consigliabile andare in Erasmus senza conoscere la lingua. Perché? Perché ti darebbe quella motivazione in più per imparare il tedesco più velocemente.

In ogni caso, l’esperienza dell’Erasmus in Germania ti cambia non solo sul piano professionale, ma anche e soprattutto su quello umano. Perché? Perché ti aiuta ad aprire i tuoi orizzonti e ti fa venire a contatto con una realtà completamente diversa da quella a cui sei abituato. Per questo consiglio a tutti tale esperienza.

 

E tu cosa ne pensi? Scrivilo qui sotto nei commenti!

Gravidanza e lavoro in Germania: diritti e costi

Gravidanza e lavoro in Germania: diritti e costi

Ciao a tutti!

Oggi vorrei approfondire con voi il tema gravidanza e lavoro in Germania. Perché? Lascia che te lo dica: che siano tedesche o meno, in Germania ci sono tante donne che hanno paura a mettere al mondo figli. Come mai? Hanno paura che mettere al mondo figli sia troppo costoso per loro o che il comunicare al datore di lavoro la loro condizione si ritorca contro di loro con licenziamenti o altro.

Con il presente articolo vorrei quindi cercare di creare una guida il più possibile completa per gli italiani che stanno per avere figli in Germania, spiegando quali sono i costi da sostenere e quali sono i diritti sul posto di lavoro.

Sei pronto? Partiamo.

Gravidanza in Germania: cosa fare?

Sei da poco residente in Germania e hai appena scoperto di aspettare un figlio. Innanzitutto complimenti per la bella notizia. Ma poi cosa fare?

Innanzitutto devi:

1. trovare un ginecologo (ovvio);

2. (in genere) dopo i 3 mesi, avvisare il datore di lavoro;

3. trovare un’ostetrica per il dopo parto;

In seguito dovrai poi ovviamente trovare un ospedale adatto. Al momento della nascita, entro 7 giorni (escluso il giorno della nascita), dovrai registrare tuo figlio all’anagrafe tedesca (Einwohnermeldeamt) e al consolato italiano (se un genitore è residente in Italia e l’altro no, il bambino viene registrato all’anagrafe in cui è registrata la mamma) e trovare un pediatra. In Italia, invece, il bambino deve essere registrato all’anagrafe entro 3 giorni. Entro 2 mesi dalla nascita dovrai poi registrare tuo figlio presso un’assicurazione sanitaria pubblica o privata.

 

A questo punto forse ti chiederai: perché è importante trovare fin da subito un’ostetrica? Devi sapere che – in Germania – le ostetriche non sono molte. Nonostante non sia strettamente necessaria per il parto (anche se comunque potete richiedere che sia presente la vostra ostetrica di fiducia), l’ostetrica è però necessaria una volta che tornate a casa dall’ospedale. Infatti, nei primi tempi, verrà a casa vostra e vi aiuterà ad allattare vostro figlio, si occuperà del cordone ombelicale e vi farà fare esercizi di ginnastica per ricostruire i muscoli.

 

 

E quali sono le spese mediche da sostenere?

Lascia che te lo dica: il tutto dipende se hai un’assicurazione sanitaria pubblica o una privata…

Infatti, per chi ha un’assicurazione pubblica, ci sono da pagare solamente le pastiglie di acido folico e i vari integratori (es. ferro, vitamine, ecc.) che potrebbero essere necessari (si tratta di medicinali da banco che quindi si possono comprare senza prescrizione medica). Inoltre, dovrete pagarvi il corso preparto e l’ospedale. Se poi hai una gravidanza a rischio, dovrai pagarti anche i vari esami specialistici (amiocentesi, ecc.) di tasca tua.

Per quanto riguarda il corso preparto c’è però una precisazione da fare… Infatti, le assicurazioni pubbliche PAGANO il corso. Tuttavia, può essere che dobbiate versare una quota iniziale che vi verrà rimborsata alla fine del corso. Perché far versare una caparra iniziale se poi l’assicurazione ti paga il corso? Risposta: perché l’assicurazione pubblica NON rimborsa tutte le lezioni. Se infatti siete costrette a saltare una lezione e se partecipa il vostro marito o compagno, le lezioni saltate e quelle a cui vostro marito (o il vostro compagno) ha partecipato dovranno essere pagate di tasca vostra.

Se – anziché avere un’assicurazione sanitaria pubblica – sei un paziente privato, dovrai invece pagarti tutto di tasca tua e poi farti rimborsare dalla tua assicurazione. E lì ovviamente la cosa non dipende solo dal fatto se si è una gravidanza a rischio o meno, ma anche dalla città e dal medico che ti segue.

 

Bene. Ora che abbiamo chiarito quali sono i costi, rispondiamo alla domanda:

 

Quali sono i miei diritti sul posto di lavoro?

 

Uno dei diritti che avete sul posto di lavoro è il Beschäftigungsverbot. Infatti, se sei una gravidanza a rischio e/o se svolgi un lavoro dove devi stare tante ore in piedi o a contatto con sostanze tossiche, hai diritto al Beschäftigungsverbot. Da precisare è però che esistono sostanzialmente quattro tipi di Beschäftigungsverbot:

1. generelles Beschäftigungsverbot (es. un lavoro dove devi stare tante ore in piedi o a contatto con sostanze chimiche pericolose);

2. individuelles Beschäftigungsverbot (se per es. rischi di perdere il bambino);

3. teilweises Beschäftigungsverbot (se il medico limita il Beschäftigungsverbot a livello temporale, es. se si ha un’influenza che perdura per alcune settimane);

4. absolutes Beschäftigungsverbot (fino a 8 settimane dopo il parto).

La differenza tra i vari tipi di Beschäftigungsverbote è anche nel chi lo dichiara: nel caso di un generelles Beschäftigungsverbot, esso verrà dichiarato dal datore di lavoro nel momento in cui viene a conoscenza del vostro stato anche senza certificato medico, mentre negli altri casi viene dichiarato dal vostro ginecologo. Con questo attestato medico, il datore di lavoro ha due possibilità:

1. cambiarvi la mansione;

2. lasciarvi a casa.

In ogni caso, con il certificato medico è vietato il licenziamento.

Se (come nel mio caso) la gravidanza procede normalmente, senza complicazioni, potrai andare a lavorare quasi fino all’ultimo. A partire però da 6 settimane dalla data del parto, inizia però il Mutterschutz, ovvero la prima parte della maternità. Che cosa signifca? Che se sei una lavoratrice dipendente (nel settore pubblico o meno, con contratto a tempo pieno o part-time a tempo indeterminato o determinato [fino a quando il contratto è valido]), a partire da 6 settimane prima del parto puoi lavorare soltanto se tu dai un consenso e se tale consenso può essere revocato in qualsiasi momento. Dopo il parto però sei obbligata a non lavorare, anche se tu avresti il desiderio di farlo. Anche in questo caso, il tuo datore di lavoro non ti può licenziare.

Quanto dura il Mutterschutz? Nel caso di una gravidanza fisiologica, fino a 8 settimane dopo la nascita di tuo figlio. Se invece tuo figlio nasce prematuro, il Mutterschutz dura fino a 12 settimane dopo il parto.

Forse ti starai chiedendo: ma se io sono costretta a stare a casa, come faccio a pagare le bollette e a vivere?

Per ovviare a questo problema, la donna – al posto dello stipendio – riceverà il Mutterschaftsgeld, un compenso economico pari a 13€ al giorno per coloro che hanno un’assicurazione sanitaria pubblica e a 210€ pagati in una volta sola per chi è un paziente privato. Il Mutterschaftsgeld non viene però dato in automatico, ma deve essere richiesto alla propria assicurazione sanitaria oppure al Bundesversicherungsamt. Che cos’è il Bundesversicherungsamt? È un ufficio pubblico che si occupa delle assicurazioni (sanitarie e non) in tutta la Germania.

Bene. Ora che abbiamo descritto che cos’è il Mutterschutz, probabilmente avrai ancora domande, che cercherò qui di rispondere. Una di queste domande potrebbe essere:

Chiara, hai detto poco fa che il Mutterschutz è solo la prima parte della maternità. Ma qual è la seconda parte?

Devi sapere infatti che, dopo il Mutterschutz, in Germania esiste un periodo di al massimo 36 mesi che viene definito Elternzeit. Durante questo periodo, entrambi i genitori possono alternarsi nella cura del bambino. Chi resta a casa riceve l’Elterngeld, un supporto finanziario erogato dallo Stato (concesso sia ai lavoratori dipendenti sia ai liberi professionisti) pari ad al massimo 1800€ al mese.

Al termine dei 14 mesi di Elternzeit, però, il sussidio statale non è concluso. Infatti, già alla nascita di vostro figlio potrete fare richiesta dei Kindergeld, un supporto statale concesso fino a quando il figlio ha 18 anni (oppure 25, se il figlio va all’università o sta facendo un’Ausbildung). Ma di questo ne parlerò in modo più approfondito nei prossimi articoli.

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Fonti

https://www.arbeitsrechte.de/schwangerschaft/

https://familienportal.de/familienportal/familienleistungen/elternzeit

https://www.bundesversicherungsamt.de/mutterschaftsgeld.html

https://www.bmfsfj.de/bmfsfj/themen/familie/familienleistungen/elterngeld/elterngeld-und-elterngeldplus/73752

https://www.tk.de/resource/blob/2033334/56f9999e79e7b83a77a6b3a6a4598b89/beratungsblatt-mutterschutz-und-beschaeftigungsverbot-data.pdf

https://www.bonn.de/vv/produkte/Geburtsanzeige.php?cg_at_id=0

https://www.pianetamamma.it/la-famiglia/il-bimbo-nella-societa/come-si-fa-iscrizione-anagrafe-nuovi-nati.html

https://www.esteri.it/mae/it/servizi/italiani-all-estero/stato-civile/nascita_0.html

https://www.cecu.de/krankenversicherung-fuer-neugeborene.html

Il costo della vita in Germania? Facciamo due calcoli

Il costo della vita in Germania? Facciamo due calcoli

Ciao a tutti!

Approfitto di questa giornata soleggiata di fine inverno per affrontare un tema caro a molti, ovvero:

 

Qual è il costo della vita in Germania?

 

A differenza di quanto si potrebbe percepire dall’Italia, in Germania il costo della vita è mediamente più alto rispetto all’Italia. Si tratta però di un’affermazione impossibile da fare in modo generale. Perché?

Perché molto dipende da:

1. età;

2. città;

3. esigenze personali (sei fumatore o meno, hai malattie particolari, …);

4. classe fiscale di appartenenza (l’appartenenza ad una classe fiscale piuttosto che ad un’altra porta a dei vantaggi a livello economico);

5. hai famiglia, un’auto, ecc.

In generale è poi da considerare che:

1. in media, in Germania gli stipendi sono più alti rispetto all’Italia;

2. la pressione fiscale è diversa (per esempio, in Germania non esistono le addizionali regionali come l’IRPEF) e in certi casi minore rispetto all’Italia (l’IVA è al 19% anziché al 22%).

Il detto che “in Germania la vita costa meno” è quindi spesso solo un mito o la percezione di chi è abituato ad avere un’IVA molto alta.

Cosa costa meno rispetto all’Italia?

Rispetto all’Italia, gli alimenti sono più economici, ad eccezione di frutta e verdura e in generale dei prodotti importati. Perché? Perché la presenza di numerosi discount (es. Lidl) – unita ad un’aliquota IVA pari al 7% per gli alimenti – fa sì che anche chi ha un reddito basso possa acquistare gli alimenti senza dover spendere un patrimonio.

Oltre agli alimenti, poi, in Germania anche andare al ristorante costa meno. Infatti, l’assenza del coperto (in generale, in un ristorante in Germania NON troverete la tavola apparecchiata come vi aspettereste in Italia) fa sì che il conto sia meno salato.

Più economici rispetto all’Italia sono infine:

1. alcuni cosmetici;

2. alcuni medicinali (es. Voltaren);

3. l’assicurazione RCA;

4. le tasse universitarie;

5. le autostrade (per ora pagate soltanto dai TIR).

Tutto il resto è in media più caro che non in Italia.

Vuoi un esempio concreto di quanto costa la vita in Germania? Nel presente paragrafo ti farò due esempi:

1. uno studente a partire dai 26 anni;

2. un lavoratore single.

Lo studente di 26 o più anni dovrà pagare:

1. le tasse universitarie (fino a 500 € a semestre, abbonamento ai mezzi pubblici incluso);

2. il costo della casa nello studentato (ca. 300 € a seconda della città e della metratura della stanza);

3. assicurazione medica (ca. 80-150 € al mese);

4. il canone televisivo (obbligatorio anche se non si possiede un televisore, 52,50€ ogni 3 mesi);

5. il vitto;

6. il materiale di studio;

7. un’eventuale auto (e quindi assicurazione RCA);

8. divertimento e altro.

Pertanto, uno studente di almeno 26 anni avrà costi mensili per ca. 900-1000€.

 

Un lavoratore single avrà invece i seguenti costi:

1. affitto;

2. vitto;

3. un’eventuale assicurazione medica aggiuntiva (quella di base è già stata detratta dallo stipendio) e altre assicurazioni;

4. la tassa sulla televisione;

5. auto;

6. divertimento, …

 

Da ciò ne consegue che il costo mensile di un lavoratore single potrà – a seconda delle variabili di cui abbiamo parlato all’inizio dell’articolo – anche superare i 2000€.

 

Anche se questi esempi sono fittizi e i numeri indicati qui sopra sono puramente indicativi, mi pare di aver quindi qui dimostrato che il costo della vita in Germania è più alto rispetto all’Italia.

E tu? Cosa ne pensi della vita in Germania? Racconta la tua esperienza commentando qui sotto!

 

Chiara

Come lavorare in Germania senza sapere il tedesco

Come lavorare in Germania senza sapere il tedesco

Ciao a tutti!

Nell’articolo Cosa può succedere se decidi di trasferirti in Germania senza conoscere il tedesco abbiamo detto che trasferirsi in Germania senza sapere il tedesco può avere delle conseguenze gravi anche a livello penale. Ora però forse ti starai chiedendo:

È possibile trasferirsi e lavorare in Germania senza sapere il tedesco?

Oggi ho deciso di rispondere a questa domanda parlandone con Michela, un’italiana che da alcuni anni si è trasferita a Berlino.

Lavorare in Germania senza sapere il tedesco: intervista a Michela

Michela, mi dicevi che tu hai trovato lavoro in Germania senza essere andata all’università e senza aver studiato tedesco. Come hai fatto?

Michela: eh… Come ho fatto… Argomento vastissimo. Tecnicamente, ho prenotato il volo e fatto le valige. Ma parli della decisione?

 

No, come hai fatto a trovar lavoro senza sapere la lingua?

Beh, trovare lavoro senza tedesco non è facile. Molte porte ti sono precluse, ovviamente. Ma si trova. Molti iniziano con i classici intramontabili: lavapiatti e addetto alle pulizie.

Qual è stato il tuo primo lavoro?

Michela: Il mio primo lavoro è stato come lavapiatti, spedita dietro il bancono dopo due giorni. Ma lasciamo perdere… […] Mi hanno mandato via dopo una settimana e mezzo, senza preavviso ne contratto ne nulla, perché “non faceva per me”… Ho lavorato ANNI in Italia come cameriera. Per cui, puoi capire bene il livello di queste persone. 😂😂😂😂 Subito dopo ho trovato per fare le pulizie in un negozio. Era un minijob, ma meglio di nulla. Sono stata 7 mesi e mezzo, fino a che ho lasciato per il lavoro attuale. In un supermercato.

Come facevi / fai a comunicare?

Michela: [la lingua, ndr.] non la so ancora. Ma è un esercizio continuo. Anche solo ogni giorno in maniera passiva quando sei in metro. Come comunico? Beh, nel ristorante erano tutti italiani. Per cui nessun problema (tranne quando parlavano in dialetto) Nel negozio invece, il mio capo diretto e molti del back office erano italiani. I capi erano metà italiani e metà tedeschi. Le commesse erano tedesche, per cui nessun contatto. Mentre la commercialista era giapponese e gli parlavo in inglese. Nel supermercato invece, quasi tutti sono tedeschi. E molti non parlano inglese. Quando iniziai c’era una ragazza italiana, che di fatto mi traduceva. Ora invece vado un po’ col mio poco tedesco e con inglese… Con frasi comiche tipo metà e metà. 😂😂😂 Ma mi capiscono, io capisco loro. Per cui ok. Anzi, adesso sono la vice team leader. E i lavoratori del supermercato sono molto gentili e scherzano con me come se fossi una di loro.

Michela, qual è la difficoltà più grande che hai dovuto affrontare?

Michela: la difficoltà maggiore, forse, è trovare casa. E quindi anche l’Anmeldung [che cos’è l’Anmeldung, leggilo qui, ndr.]. Soprattutto, una stanza ad un prezzo decente!! Non sperare di arrivare e trovare tutto nel giro di settimane o mesi. Io il contratto della stanza a tempo indeterminato l’ho avuto solo dopo un anno circa. E nei primi 6 mesi ho cambiato 8 “case”, tra stanze in affitto, ostello, case di “amici”, case di “conoscenti”…. E i più, me li sono fatti da sola i “traslochi”.

 

Che cosa consiglieresti oggi ad una persona che – pur non sapendo il tedesco – decide di trasferirsi in Germania per lavorare?

Michela: beh, di armarsi di pazienza. E di umiltà. Non importa se hai 3 lauree, ma mettiti in gioco. Non importa se trovi come adetta alle pulizie, non importa (circa) se devi lavorare 8/10 ore al giorno (di più è illegale), se ti danno solo il minimo di legge o devi andare avanti e indietro per tutta Berlino. Fallo. È tutta esperienza. Non è facile. Vivi spesso in isolamento, non capisci molto di ciò che ti succede intorno, ti sembra di essere di nuovo bambina perché hai bisogno di qualcuno che ti aiuti e spesso ti senti sola. Ma è tutto normale. (Ah, evita gli italiani che vivono qui. Al 90% sono i classici italioti che se ne fregano). È normale avere tanti dubbi e ansie. Ma si possono superare… Con calma, moooooolta calma, ma si può fare. Calma e molte rinunce. All’inizio, per un mese circa, mangiavo una volta sola al giorno. Per far durare di più la spesa. Sono sacrifici. Se tornassi indietro, li rifarei. Perché comunque servono.

Grazie mille, Michela, per la tua testimonianza. Come dicevo nell’articolo Come trasferirsi in Germania con successo, io al contrario tuo mi sono trasferita in Germania che conoscevo il tedesco. Pertanto non mi sarebbe stato possibile capire fino in fondo i problemi di chi ha fatto una scelta diversa dalla mia. La tua testimonianza mi è stata molto utile anche a livello umano. Spero che con questa intervista abbia potuto aiutare chi come te decide di trasferirsi in Germania senza sapere il tedesco.

A presto.

Chiara

Trasferirsi in Germania parte 2: Trovare una casa

Trasferirsi in Germania parte 2: Trovare una casa

Ciao a tutti!
 
Nel post Come trasferirsi in Germania con successo ho parlato del percorso per trasferirsi in Germania in generale. Ora entrerò più nel dettaglio rispondendo alle vostre domande relative alla casa.
 
Infatti, in Germania la casa è un grosso problema a causa della mancanza del terreno su cui costruire. Vedi a tal proposito il video Bauen auf neuen Wegen, disponibile solo in tedesco. Il problema riguarda però soprattutto le grandi città come Monaco di Baviera. Perché? Perché Monaco è talmente attraente sia per gli investitori sia per chi cerca lavoro. E quindi le case in affitto sono molto richieste e gli affitti vanno alle stelle. Per questo motivo, se vuoi trasferirti a Monaco di Baviera, devi sapere che un capo può decidere di assumerti solo se sei già sul posto.
 
Nelle altre zone della Germania, il problema è meno critico, ma può comunque portare a dei problemi nel trasferimento. Infatti, i prezzi sono molto variabili. Ma facciamo un esempio pratico e restiamo nella mia attuale zona. In centro a Duisburg, affittare un alloggio con due camere e mobili può costare 700 EUR al mese (spese incluse). In centro a Colonia, invece, un alloggio simile può costare più di 1500 EUR al mese (spese escluse).
Penso quindi che sia giusto ritornare sui temi descritti nel precedente post e darvi dei consigli per cercare una casa in Germania. Siete pronti? Si parte!

 

 

Trovare una casa in Germania: come fare per avere successo

 

Da dove partire per cercare

Se stai pensando di trasferirti in Germania, una delle domande che prima o poi dovrai farti è: da dove posso partire per trovare una casa in Germania?

Chi ha degli appoggi, ha sicuramente il vantaggio che – almeno per i primi tempi – ha un posto dove dormire sicuro e senza dover investire molti soldi. Ma anche se non hai nessuno che possa ospitarti non devi disperare. Magari ci metterai un pochino di più, ma riuscirai ugualmente, anche se parli solo inglese.
 
Quando ho deciso di trasferirmi a Düsseldorf, io sono partita dal sito dell’università. Il vantaggio di questa scelta è che:
 
1. I siti delle università sono scritti sia in tedesco e sia in inglese. Pertanto, non avrai necessariamente bisogno di sapere il tedesco per accedere alle informazioni;
 
2. Anche se lo potrai mai azzerare, il rischio di essere truffato è ridotto al minimo;
 
3. Le pagine delle università vengono lette da studenti sia in Germania sia dal resto del mondo. E quindi avrete modo di trovare fin dall’Italia una casa e registrarvi all’anagrafe tedesca.
 
Questa è però solo una delle possibilità esistenti. Ulteriori siti e idee sono disponibili nell’articolo Come trovare casa in Germania: la guida completa. 

Quali siti utilizzare

Ora forse ti starai chiedendo: quali sono i siti migliori per cercare casa in Germania?

Detto che su ogni sito bisogna comunque stare attenti alle truffe,  in Germania i siti più utilizzati per trovare una casa sono i seguenti:

https://www.immobilienscout24.de

https://www.immowelt.de

https://www.immonet.de

https://www.kalaydo.de

https://www.wunschimmo.de

https://www.wg-gesucht.de

https://www.studenten-wg.de

Ulteriori portali per la ricerca della casa sono disponibili su https://www.immobilienportale.com/uebersicht-immobilienportale/.

Cosa e quando iniziare a cercare casa in Germania

Rispondere a questa domanda non è semplice. Perché? Perché il tutto dipende tanto dalla città in cui ti vuoi trasferire. Se vuoi trasferirti in una grande città, ti consiglio di guardare nel periodo tra febbraio e marzo oppure tra agosto e ottobre. In tutte le grandi città, infatti, c’è sempre un’università e i periodi sopra citati sono quelli della pausa esami. Gli studenti ritornano a casa loro e quindi svuotano gli alloggi in città. Tra febbraio e marzo e tra agosto, quindi, avrai più probabilità di trovare l’alloggio.

Se invece vuoi trasferirti in un paesino, durante il corso dell’anno riuscirai sempre a trovare casa.. Anzi, ti dirò di più: trasferirti in un paesino ha il vantaggio che ti costerà di meno. Tuttavia, in un paesino avrai i seguenti svantaggi:

1. potresti aver bisogno della macchina per andare al lavoro o dover pagare tanto l’abbonamento ai mezzi pubblici;

2. i servizi potrebbero essere assenti;

3. potresti far più fatica a inserirti a causa della mancanza di luoghi d’incontro o di opportunità per conoscere gente nuova.

 

I documenti necessari

Ora forse ti chiederai quali sono i documenti necessari per affittare un alloggio in Germania.
 
La risposta a tale domanda è però: dipende. Se decidi di andare in un residence, dovrai prenotare normalmente la tua stanza e firmare il contratto di affitto dell’albergo.
 
In generale, però, se vuoi affittare una casa in Germania avrai bisogno dei seguenti documenti:

1. 3 buste paga di un datore di lavoro tedesco;

2. un attestato di solvibilità (Bonitätsprüfung), ovvero un documento che dimostri che non hai debiti e che sei in grado di pagare. In Germania tale documento viene redatto dalla Schutzgemeinschaft für allgemeine Kreditsicherung, generalmente abbreviato con SCHUFA.

3. Un documento d’identità (es. carta d’identità o passaporto) in corso di validità.

Dopo di che avrai necessariamente bisogno del contratto di affitto (spero che sia scontato).

E se io non ho ancora un lavoro in Germania?

In quel caso, come ti dicevo, è meglio se ti cerchi una stanza in un residence o in una WG (leggi l’articolo Come trovare casa in Germania per sapere che cos’è una WG). Se guadagni poco, puoi farti fare una conferma da parte del tuo locatario. In tale foglio, è necessario dire che l’affitto è sempre stato pagato completamente e puntualmente.

 

Cosa NON fare se vuoi affittare una casa in Germania

Ora che abbiamo descritto da dove iniziare a cercare, cosa e quando cercare e i documenti necessari per affittare in Germania, forse ti chiederai:

A cosa devo fare attenzione quando affitto una casa in Germania?

La prima risposta a tale domanda è: FAI ATTENZIONE ALLE TRUFFE che si trovano anche sui grandi portali in internet.

Come fare a riconoscerle?

Come spiega Eleonora di La mia vita in valigia, in genere si tratta di annunci in cui:
1. chi affitta si trova all’estero;
2. non puoi vedere di persona l’alloggio;
3. si richiede subito la cauzione.
 
Talvolta arrivano documenti d’identità per creare fiducia nella loro preda, ma spesso sono documenti falsi. Da aggiungere è poi che solitamente la comunicazione avviene in un inglese pieno di errori di grammatica. E se anche ti fidi dei documenti inviati e mandi i soldi, non vedrai mai le chiavi di casa.

 

Oltre a fare attenzione alle truffe, ti consiglio di:
 
1. non firmare mai nulla senza aver visto il locatario di persona e l’alloggio in affitto;
 
2. non fidarti mai di gente che scrive messaggi pieni di errori di grammatica facilmente riconoscibili. Un messaggio del genere dimostra poca serietà da parte di chi scrive. Quindi il rischio di una truffa in agguato è più alto;
 
3. non pagare mai in anticipo la cauzione se prima non hai visto il locatario e l’alloggio in affitto;
 
4. non utilizzare mai servizi come Western Union o MoneyGram. Perché? I soldi inviati in questo modo non sono tracciabili. Quindi se tu invii i soldi e poi il presunto locatario ti dice che non li ha ricevuti, non hai modo di dimostrargli il contrario.
 

E tu, che esperienza hai fatto con la ricerca della casa? Scrivilo qui sotto nei commenti!

 

A presto.

 

Chiara

Come trasferirsi in Germania con successo

Come trasferirsi in Germania con successo

Vorresti trasferirti in Germania ma non sai come fare? Nell’articolo 8 documenti di cui hai bisogno per trasferirti in Germania (leggi qui) abbiamo visto quali sono i documenti di cui hai bisogno per il tuo trasferimento. Forse ti starai chiedendo come trasferirti in Germania con successo. E oggi volevo raccontartelo attraverso la mia esperienza personale. Lo so, la mia esperienza non dirà molto (in fondo sono solo una dei 743.749 migranti italiani in Germania, vedi qui). Ma spero che la mia esperienza sia ugualmente uno stimolo per chi non ha ancora avuto il coraggio di trasferirsi.
 
Chiara, quando e perché sei arrivata in Germania?
 
Sono arrivata in Germania il primo febbraio del 2014, poco più di 3 mesi dopo la mia laurea magistrale a Torino. Molti anni prima, la mia città aveva attratto molte persone dal sud Italia grazie alla FIAT. Tuttavia, alla fine del 2013 anche Torino stava vivendo una profonda crisi economica. La FIAT a Mirafiori non riusciva più ad attrarre nuovi lavoratori e quindi il mito della città dell’automobile era definitivamente crollato. Allo stesso tempo mancava una vera alternativa FIAT. Secondo il rapporto LA DOMANDA DI DIPLOMATI NEL MERCATO DEL LAVORO PIEMONTESE. Criticità e opportunità negli anni della crisi., nel 2014 a Torino il tasso di disoccupazione giovanile era al 42,2%. E quindi era diventata la “città più povera del nord Italia”. Tutto ciò si era riflesso anche nelle mie possibilità lavorative. Avevo finito l’università da poco con il massimo dei voti, ma ciò non bastava. Gli unici annunci di lavoro adatti al mio percorso di studi prevedevano concorsi statali per uno stipendio di 200 euro al mese. E il tutto senza nemmeno avere la certezza di essere poi effettivamente assunti.
 
Tale situazione mi sembrava assurda e vivere in Italia mi piaceva sempre meno. Per questo ho deciso di rifare la mia valigia per ritornare a Düsseldorf, la città nella quale fino a qualche mese prima avevo fatto l’Erasmus.
 
Ma tu parlavi tedesco? E avevi appoggi per la casa o il lavoro?
 
Si, ho studiato il tedesco a partire dal 2003, l’anno nel quale ho iniziato il liceo. La mia insegnante di tedesco di allora era riuscita a trasmettermi la sua passione per il tedesco. Per questo avevo poi deciso di studiare tedesco all’università. Inizialmente, però, il mio intento non era quello di trasferirmi in Germania. Fino almeno alla fine della laurea triennale, infatti, mi sarei accontentata di insegnare tedesco in Italia. Al termine dell’università però, il sogno di diventare insegnante di tedesco in Italia non si poteva realizzare. Perché? Perché nel frattempo le regole per diventare insegnante erano cambiate diverse volte. E il percorso era diventato ancora più incerto e costoso. Così come era diventato il tutto non me lo sarei mai potuta permettere. Pertanto, l’unica alternativa era quella di cercare lavoro all’estero.
 
Al momento del trasferimento parlavo già abbastanza bene il tedesco. Ma, al contrario di quanto tu possa pensare, non avevo nessun appoggio né per la casa né per il lavoro. La conoscenza della lingua e la mia esperienza a Düsseldorf mi hanno certamente aiutata a trovare un lavoro. Ma le persone che ho conosciuto o non erano più in città oppure non potevano aiutarmi più di tanto, se non per piccoli dubbi o consigli. Quello che ho raggiunto è stato quindi il frutto delle mie capacità.
 
Come hai fatto e quanto ci hai messo per trovare un lavoro?
 
Fin da quando sono arrivata a Düsseldorf ho cercato di uscire dalla mia zona di confort e di girare per la città con il mio curriculum in mano. Ero (e sono ancora) una persona piuttosto timida. Per questo, dover propormi a gente mai vista prima mi sembrava un ostacolo non facile da superare. Nonostante i miei tentativi di nascondere il mio carattere, però, la mia timidezza era evidente ai miei interlocutori. Per questo, girare in città con il mio curriculum in mano non ha portato ai risultati sperati.
 
E allora come hai fatto? Semplicemente ho guardato e risposto agli annunci sui portali online come Stepstone.de o Monster.de. Questi due siti mi erano stati consigliati già al tempo dell’Erasmus dall’ufficio di collocamento tedesco. E questa è stata la strada vincente. E dopo appena 3 giorni dal mio arrivo in Germania, un’azienda a Colonia mi invita a fare un giorno di prova per un tirocinio da traduttrice.
 
Se qualcuno ti dicesse: “vorrei trasferirmi in Germania ma non so come fare perché non ho nessuno che mi possa aiutare e non parlo il tedesco”, cosa gli risponderesti?
 
Per prima cosa, onestamente, gli risponderei di iniziare a studiare tedesco in Italia. Infatti, come spiegavo nell’articolo Cosa può succedere se ti trasferisci in Germania senza conoscere il tedesco (leggi qui l’articolo), senza sapere il tedesco rischi di:
 
1. essere superato da tutti quegli stranieri che parlano il tedesco;
 
2. essere sottopagato o pagato in nero e avere conseguenze legali per la tua posizione lavorativa;
 
3. sentirti frustrato perché non fai un lavoro o non riesci a fare un lavoro secondo le tue aspettative.
 
Per far ciò devi mettere da parte il pregiudizio che studiare il tedesco è difficile (leggi l’articolo Studiare il tedesco è difficile? Ecco la mia opinione) e fare dei corsi anche online già in Italia. L’importante è arrivare ad aver completato il livello B1. Cosa significa? Che al momento del trasferimento devi essere in grado di:
1. capire e di dare indicazioni stradali;
2. capire – almeno a grandi linee – ciò che dice un contratto di lavoro o di affitto;
3. capire gli ordini dati dal tuo capo o dal tuo superiore.
 
Mentre studi il tedesco puoi già anche fare dei brevi viaggi in Germania. In tal modo puoi migliorare il tuo tedesco, capire come funziona il sistema e vedere in quale città vorresti trasferirti.
 
Dopo di che trovi una stanza per i primi tempi e solo successivamente ti trasferisci e ti trovi un lavoro in base a quello che già facevi in Italia.
 
Ma Chiara, non per tutti è così… Mio cugino è arrivato in Germania senza sapere il tedesco ed è riuscito ugualmente a trovare una casa e un lavoro!
 
Non dico che non siano possibili altri modi… Soprattutto se per esempio sei un ingegnere o un artigiano o lavori in una multinazionale, è probabile che tu trovi lavoro anche senza conoscere il tedesco. Si tratta però sempre di casi molto particolari. Essi quindi non corrispondono all’esperienza di molti migranti. Data la mia esperienza personale, posso solo dirti che studiare il tedesco è la base per avere successo nel tuo trasferimento.
 
Io non ho né una grande esperienza di lavoro, né ho appoggi in Germania e nemmeno parlo il tedesco. Come posso fare?
 
Tranquillo. A parte l’ultimo punto, nemmeno io avevo grandi esperienze lavorative e nemmeno avevo degli appoggi in Germania. Nonostante tutto ho però trovato anch’io la mia strada. Nel prossimo articolo approfondirò questo punto. Continua a leggermi. A presto.