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Vorresti trasferirti in Germania ma non sai come fare? Nell’articolo 8 documenti di cui hai bisogno per trasferirti in Germania (leggi qui) abbiamo visto quali sono i documenti di cui hai bisogno per il tuo trasferimento. Forse ti starai chiedendo come trasferirti in Germania con successo. E oggi volevo raccontartelo attraverso la mia esperienza personale. Lo so, la mia esperienza non dirà molto (in fondo sono solo una dei 743.749 migranti italiani in Germania, vedi qui). Ma spero che la mia esperienza sia ugualmente uno stimolo per chi non ha ancora avuto il coraggio di trasferirsi.
 
Chiara, quando e perché sei arrivata in Germania?
 
Sono arrivata in Germania il primo febbraio del 2014, poco più di 3 mesi dopo la mia laurea magistrale a Torino. Molti anni prima, la mia città aveva attratto molte persone dal sud Italia grazie alla FIAT. Tuttavia, alla fine del 2013 anche Torino stava vivendo una profonda crisi economica. La FIAT a Mirafiori non riusciva più ad attrarre nuovi lavoratori e quindi il mito della città dell’automobile era definitivamente crollato. Allo stesso tempo mancava una vera alternativa FIAT. Secondo il rapporto LA DOMANDA DI DIPLOMATI NEL MERCATO DEL LAVORO PIEMONTESE. Criticità e opportunità negli anni della crisi., nel 2014 a Torino il tasso di disoccupazione giovanile era al 42,2%. E quindi era diventata la “città più povera del nord Italia”. Tutto ciò si era riflesso anche nelle mie possibilità lavorative. Avevo finito l’università da poco con il massimo dei voti, ma ciò non bastava. Gli unici annunci di lavoro adatti al mio percorso di studi prevedevano concorsi statali per uno stipendio di 200 euro al mese. E il tutto senza nemmeno avere la certezza di essere poi effettivamente assunti.
 
Tale situazione mi sembrava assurda e vivere in Italia mi piaceva sempre meno. Per questo ho deciso di rifare la mia valigia per ritornare a Düsseldorf, la città nella quale fino a qualche mese prima avevo fatto l’Erasmus.
 
Ma tu parlavi tedesco? E avevi appoggi per la casa o il lavoro?
 
Si, ho studiato il tedesco a partire dal 2003, l’anno nel quale ho iniziato il liceo. La mia insegnante di tedesco di allora era riuscita a trasmettermi la sua passione per il tedesco. Per questo avevo poi deciso di studiare tedesco all’università. Inizialmente, però, il mio intento non era quello di trasferirmi in Germania. Fino almeno alla fine della laurea triennale, infatti, mi sarei accontentata di insegnare tedesco in Italia. Al termine dell’università però, il sogno di diventare insegnante di tedesco in Italia non si poteva realizzare. Perché? Perché nel frattempo le regole per diventare insegnante erano cambiate diverse volte. E il percorso era diventato ancora più incerto e costoso. Così come era diventato il tutto non me lo sarei mai potuta permettere. Pertanto, l’unica alternativa era quella di cercare lavoro all’estero.
 
Al momento del trasferimento parlavo già abbastanza bene il tedesco. Ma, al contrario di quanto tu possa pensare, non avevo nessun appoggio né per la casa né per il lavoro. La conoscenza della lingua e la mia esperienza a Düsseldorf mi hanno certamente aiutata a trovare un lavoro. Ma le persone che ho conosciuto o non erano più in città oppure non potevano aiutarmi più di tanto, se non per piccoli dubbi o consigli. Quello che ho raggiunto è stato quindi il frutto delle mie capacità.
 
Come hai fatto e quanto ci hai messo per trovare un lavoro?
 
Fin da quando sono arrivata a Düsseldorf ho cercato di uscire dalla mia zona di confort e di girare per la città con il mio curriculum in mano. Ero (e sono ancora) una persona piuttosto timida. Per questo, dover propormi a gente mai vista prima mi sembrava un ostacolo non facile da superare. Nonostante i miei tentativi di nascondere il mio carattere, però, la mia timidezza era evidente ai miei interlocutori. Per questo, girare in città con il mio curriculum in mano non ha portato ai risultati sperati.
 
E allora come hai fatto? Semplicemente ho guardato e risposto agli annunci sui portali online come Stepstone.de o Monster.de. Questi due siti mi erano stati consigliati già al tempo dell’Erasmus dall’ufficio di collocamento tedesco. E questa è stata la strada vincente. E dopo appena 3 giorni dal mio arrivo in Germania, un’azienda a Colonia mi invita a fare un giorno di prova per un tirocinio da traduttrice.
 
Se qualcuno ti dicesse: “vorrei trasferirmi in Germania ma non so come fare perché non ho nessuno che mi possa aiutare e non parlo il tedesco”, cosa gli risponderesti?
 
Per prima cosa, onestamente, gli risponderei di iniziare a studiare tedesco in Italia. Infatti, come spiegavo nell’articolo Cosa può succedere se ti trasferisci in Germania senza conoscere il tedesco (leggi qui l’articolo), senza sapere il tedesco rischi di:
 
1. essere superato da tutti quegli stranieri che parlano il tedesco;
 
2. essere sottopagato o pagato in nero e avere conseguenze legali per la tua posizione lavorativa;
 
3. sentirti frustrato perché non fai un lavoro o non riesci a fare un lavoro secondo le tue aspettative.
 
Per far ciò devi mettere da parte il pregiudizio che studiare il tedesco è difficile (leggi l’articolo Studiare il tedesco è difficile? Ecco la mia opinione) e fare dei corsi anche online già in Italia. L’importante è arrivare ad aver completato il livello B1. Cosa significa? Che al momento del trasferimento devi essere in grado di:
1. capire e di dare indicazioni stradali;
2. capire – almeno a grandi linee – ciò che dice un contratto di lavoro o di affitto;
3. capire gli ordini dati dal tuo capo o dal tuo superiore.
 
Mentre studi il tedesco puoi già anche fare dei brevi viaggi in Germania. In tal modo puoi migliorare il tuo tedesco, capire come funziona il sistema e vedere in quale città vorresti trasferirti.
 
Dopo di che trovi una stanza per i primi tempi e solo successivamente ti trasferisci e ti trovi un lavoro in base a quello che già facevi in Italia.
 
Ma Chiara, non per tutti è così… Mio cugino è arrivato in Germania senza sapere il tedesco ed è riuscito ugualmente a trovare una casa e un lavoro!
 
Non dico che non siano possibili altri modi… Soprattutto se per esempio sei un ingegnere o un artigiano o lavori in una multinazionale, è probabile che tu trovi lavoro anche senza conoscere il tedesco. Si tratta però sempre di casi molto particolari. Essi quindi non corrispondono all’esperienza di molti migranti. Data la mia esperienza personale, posso solo dirti che studiare il tedesco è la base per avere successo nel tuo trasferimento.
 
Io non ho né una grande esperienza di lavoro, né ho appoggi in Germania e nemmeno parlo il tedesco. Come posso fare?
 
Tranquillo. A parte l’ultimo punto, nemmeno io avevo grandi esperienze lavorative e nemmeno avevo degli appoggi in Germania. Nonostante tutto ho però trovato anch’io la mia strada. Nel prossimo articolo approfondirò questo punto. Continua a leggermi. A presto.

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