Condividi

Ciao a tutti!

Oggi vorrei approfondire con voi il tema gravidanza e lavoro in Germania. Perché? Lascia che te lo dica: che siano tedesche o meno, in Germania ci sono tante donne che hanno paura a mettere al mondo figli. Come mai? Hanno paura che mettere al mondo figli sia troppo costoso per loro o che il comunicare al datore di lavoro la loro condizione si ritorca contro di loro con licenziamenti o altro.

Con il presente articolo vorrei quindi cercare di creare una guida il più possibile completa per gli italiani che stanno per avere figli in Germania, spiegando quali sono i costi da sostenere e quali sono i diritti sul posto di lavoro.

Sei pronto? Partiamo.

Gravidanza in Germania: cosa fare?

Sei da poco residente in Germania e hai appena scoperto di aspettare un figlio. Innanzitutto complimenti per la bella notizia. Ma poi cosa fare?

Innanzitutto devi:

1. trovare un ginecologo (ovvio);

2. (in genere) dopo i 3 mesi, avvisare il datore di lavoro;

3. trovare un’ostetrica per il dopo parto;

In seguito dovrai poi ovviamente trovare un ospedale adatto. Al momento della nascita, entro 7 giorni (escluso il giorno della nascita), dovrai registrare tuo figlio all’anagrafe tedesca (Einwohnermeldeamt) e al consolato italiano (se un genitore è residente in Italia e l’altro no, il bambino viene registrato all’anagrafe in cui è registrata la mamma) e trovare un pediatra. In Italia, invece, il bambino deve essere registrato all’anagrafe entro 3 giorni. Entro 2 mesi dalla nascita dovrai poi registrare tuo figlio presso un’assicurazione sanitaria pubblica o privata.

 

A questo punto forse ti chiederai: perché è importante trovare fin da subito un’ostetrica? Devi sapere che – in Germania – le ostetriche non sono molte. Nonostante non sia strettamente necessaria per il parto (anche se comunque potete richiedere che sia presente la vostra ostetrica di fiducia), l’ostetrica è però necessaria una volta che tornate a casa dall’ospedale. Infatti, nei primi tempi, verrà a casa vostra e vi aiuterà ad allattare vostro figlio, si occuperà del cordone ombelicale e vi farà fare esercizi di ginnastica per ricostruire i muscoli.

 

 

E quali sono le spese mediche da sostenere?

Lascia che te lo dica: il tutto dipende se hai un’assicurazione sanitaria pubblica o una privata…

Infatti, per chi ha un’assicurazione pubblica, ci sono da pagare solamente le pastiglie di acido folico e i vari integratori (es. ferro, vitamine, ecc.) che potrebbero essere necessari (si tratta di medicinali da banco che quindi si possono comprare senza prescrizione medica). Inoltre, dovrete pagarvi il corso preparto e l’ospedale. Se poi hai una gravidanza a rischio, dovrai pagarti anche i vari esami specialistici (amiocentesi, ecc.) di tasca tua.

Per quanto riguarda il corso preparto c’è però una precisazione da fare… Infatti, le assicurazioni pubbliche PAGANO il corso. Tuttavia, può essere che dobbiate versare una quota iniziale che vi verrà rimborsata alla fine del corso. Perché far versare una caparra iniziale se poi l’assicurazione ti paga il corso? Risposta: perché l’assicurazione pubblica NON rimborsa tutte le lezioni. Se infatti siete costrette a saltare una lezione e se partecipa il vostro marito o compagno, le lezioni saltate e quelle a cui vostro marito (o il vostro compagno) ha partecipato dovranno essere pagate di tasca vostra.

Se – anziché avere un’assicurazione sanitaria pubblica – sei un paziente privato, dovrai invece pagarti tutto di tasca tua e poi farti rimborsare dalla tua assicurazione. E lì ovviamente la cosa non dipende solo dal fatto se si è una gravidanza a rischio o meno, ma anche dalla città e dal medico che ti segue.

 

Bene. Ora che abbiamo chiarito quali sono i costi, rispondiamo alla domanda:

 

Quali sono i miei diritti sul posto di lavoro?

 

Uno dei diritti che avete sul posto di lavoro è il Beschäftigungsverbot. Infatti, se sei una gravidanza a rischio e/o se svolgi un lavoro dove devi stare tante ore in piedi o a contatto con sostanze tossiche, hai diritto al Beschäftigungsverbot. Da precisare è però che esistono sostanzialmente quattro tipi di Beschäftigungsverbot:

1. generelles Beschäftigungsverbot (es. un lavoro dove devi stare tante ore in piedi o a contatto con sostanze chimiche pericolose);

2. individuelles Beschäftigungsverbot (se per es. rischi di perdere il bambino);

3. teilweises Beschäftigungsverbot (se il medico limita il Beschäftigungsverbot a livello temporale, es. se si ha un’influenza che perdura per alcune settimane);

4. absolutes Beschäftigungsverbot (fino a 8 settimane dopo il parto).

La differenza tra i vari tipi di Beschäftigungsverbote è anche nel chi lo dichiara: nel caso di un generelles Beschäftigungsverbot, esso verrà dichiarato dal datore di lavoro nel momento in cui viene a conoscenza del vostro stato anche senza certificato medico, mentre negli altri casi viene dichiarato dal vostro ginecologo. Con questo attestato medico, il datore di lavoro ha due possibilità:

1. cambiarvi la mansione;

2. lasciarvi a casa.

In ogni caso, con il certificato medico è vietato il licenziamento.

Se (come nel mio caso) la gravidanza procede normalmente, senza complicazioni, potrai andare a lavorare quasi fino all’ultimo. A partire però da 6 settimane dalla data del parto, inizia però il Mutterschutz, ovvero la prima parte della maternità. Che cosa signifca? Che se sei una lavoratrice dipendente (nel settore pubblico o meno, con contratto a tempo pieno o part-time a tempo indeterminato o determinato [fino a quando il contratto è valido]), a partire da 6 settimane prima del parto puoi lavorare soltanto se tu dai un consenso e se tale consenso può essere revocato in qualsiasi momento. Dopo il parto però sei obbligata a non lavorare, anche se tu avresti il desiderio di farlo. Anche in questo caso, il tuo datore di lavoro non ti può licenziare.

Quanto dura il Mutterschutz? Nel caso di una gravidanza fisiologica, fino a 8 settimane dopo la nascita di tuo figlio. Se invece tuo figlio nasce prematuro, il Mutterschutz dura fino a 12 settimane dopo il parto.

Forse ti starai chiedendo: ma se io sono costretta a stare a casa, come faccio a pagare le bollette e a vivere?

Per ovviare a questo problema, la donna – al posto dello stipendio – riceverà il Mutterschaftsgeld, un compenso economico pari a 13€ al giorno per coloro che hanno un’assicurazione sanitaria pubblica e a 210€ pagati in una volta sola per chi è un paziente privato. Il Mutterschaftsgeld non viene però dato in automatico, ma deve essere richiesto alla propria assicurazione sanitaria oppure al Bundesversicherungsamt. Che cos’è il Bundesversicherungsamt? È un ufficio pubblico che si occupa delle assicurazioni (sanitarie e non) in tutta la Germania.

Bene. Ora che abbiamo descritto che cos’è il Mutterschutz, probabilmente avrai ancora domande, che cercherò qui di rispondere. Una di queste domande potrebbe essere:

Chiara, hai detto poco fa che il Mutterschutz è solo la prima parte della maternità. Ma qual è la seconda parte?

Devi sapere infatti che, dopo il Mutterschutz, in Germania esiste un periodo di al massimo 36 mesi che viene definito Elternzeit. Durante questo periodo, entrambi i genitori possono alternarsi nella cura del bambino. Chi resta a casa riceve l’Elterngeld, un supporto finanziario erogato dallo Stato (concesso sia ai lavoratori dipendenti sia ai liberi professionisti) pari ad al massimo 1800€ al mese.

Al termine dei 14 mesi di Elternzeit, però, il sussidio statale non è concluso. Infatti, già alla nascita di vostro figlio potrete fare richiesta dei Kindergeld, un supporto statale concesso fino a quando il figlio ha 18 anni (oppure 25, se il figlio va all’università o sta facendo un’Ausbildung). Ma di questo ne parlerò in modo più approfondito nei prossimi articoli.

Ti è piaciuto l’articolo? Allora condividilo con i tuoi amici su Facebook, WhatsApp o Messenger oppure seguimi su Youtube! Vi aspetto numerosi!

Fonti

https://www.arbeitsrechte.de/schwangerschaft/

https://familienportal.de/familienportal/familienleistungen/elternzeit

https://www.bundesversicherungsamt.de/mutterschaftsgeld.html

https://www.bmfsfj.de/bmfsfj/themen/familie/familienleistungen/elterngeld/elterngeld-und-elterngeldplus/73752

https://www.tk.de/resource/blob/2033334/56f9999e79e7b83a77a6b3a6a4598b89/beratungsblatt-mutterschutz-und-beschaeftigungsverbot-data.pdf

https://www.bonn.de/vv/produkte/Geburtsanzeige.php?cg_at_id=0

https://www.pianetamamma.it/la-famiglia/il-bimbo-nella-societa/come-si-fa-iscrizione-anagrafe-nuovi-nati.html

https://www.esteri.it/mae/it/servizi/italiani-all-estero/stato-civile/nascita_0.html

https://www.cecu.de/krankenversicherung-fuer-neugeborene.html

Condividi