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Bonn, 9 novembre 2019

 

Oggi, alle h. 22:30, sono esattamente 30 anni dalla caduta del muro di Berlino. Qui a Bonn è una giornata grigia e fredda e nemmeno si vede che è una giornata storica.

I tedeschi però non festeggiano la caduta del muro di Berlino, ad eccezione delle ricorrenze storiche. Infatti, che sia il 3 ottobre (festa della riunificazione tedesca, ndr.) o il 9 novembre, se metti una bandiera sul balcone vieni subito malvisto. Perché? Perché nella mentalità tedesca è una cosa da nazisti.

Davvero? Si, su questo tema i tedeschi sono davvero molto sensibili…

Pur senza voler sottovalutare il movimento neonazista, talvolta penso che ci sia una caccia alle streghe.

Come mai? Perché il culto della memoria porta i tedeschi a punti estremi.

Il 9 novembre è anche la ricorrenza della notte dei cristalli (1938). E quindi, da una parte, capisco che non si voglia festeggiare questa data.

Dall’altra parte, però, come abbiamo visto, anche solo mettere una bandiera sul balcone o avere i capelli rasati a zero può essere un problema…

Non dimenticherò mai l’episodio che sto per raccontarti.

Pasqua 2018. Mio cognato (che abita ad Amburgo) viene a trovare i miei suoceri insieme ai figli. Nonostante abbia poco più di 40 anni, ha già perso parecchi capelli. Per via del suo lavoro, ha quindi deciso di farsi rasare a zero. Quando mia suocera ha scoperto la cosa è rimasta decisamente scandalizzata.

Perché? Perché in Germania sono soprattutto i neonazisti ad avere i capelli rasati a zero. E quindi mia suocera è andata in ansia perché – da una parte – temeva il giudizio dei vicini di casa.

Ma l’ansia di mia suocera aveva anche un’altro motivo. Quale? A luglio io e il mio attuale marito dovevamo sposarci. E lei sapeva che sarebbe venuta su la mia famiglia per il mio matrimonio.

Forse ti starai chiedendo cosa c’entra. Ebbene, il motivo è che mia suocera aveva paura di ciò che avrebbero pensato i miei genitori. Temeva infatti che pensassero che fossero una famiglia di nazisti. Nella sua mente, quindi, i miei genitori avrebbero potuto non lasciarmi sposare. Di conseguenza sarei stata costretta a tornare a Torino.

E poi? Farle capire che in Italia un uomo con i capelli rasati a zero non è necessariamente un nazista non è stato facile.

Ora però voglio in qualche modo celebrare questa data storica. Tuttavia, ho pensato di farlo in modo un po’ diverso dal solito. Questo articolo, infatti, non è la solita cronistoria di quanto è successo la sera del 9 novembre 1989. Esistono già tanti documentari sull’argomento che basta andare nell’archivio di ARD e ZDF o cercare su Google.

Pertanto, in questo articolo ti parlerò di un aspetto meno conosciuto. Quale? La lingua parlata nella ex Repubblica Democratica Tedesca (DDR).

Questo articolo è quindi organizzato nel seguente modo. Innanzitutto faremo un breve ripasso storico. Poi parleremo dell’evoluzione della lingua tedesca nella Germania est e ovest. Infine chiariremo se davvero la lingua nella ex DDR fosse completamente un’altra lingua rispetto al tedesco occidentale.

Sei pronto? Iniziamo.

 

 

Facciamo un breve ripasso di storia: Come è nata la Repubblica Democratica Tedesca?

11 febbraio 1945. La Seconda Guerra Mondiale è quasi alla fine e gli alleati (Gran Bretagna, Francia, USA e Unione Sovietica) si incontrano a Jalta, in Crimea.

Durante questa conferenza è stato deciso che:

  1. L’Europa era libera ed era invitata a indire nuove elezioni libere
  2. Tramite la Conferenza di S. Francisco, bisognava istituire l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e il Consiglio di Sicurezza
  3. La Germania doveva essere disarmata e provvisoriamente suddivisa in 4 parti;
  4. La Germania doveva pagare agli Alleati una riparazione di guerra pari a 22 miliardi di dollari;
  5. In Polonia si insediava un “governo democratico provvisorio” per portare il Paese ad elezioni libere;
  6. In Jugoslavia, il governo comunista si sarebbe fuso a quello in esilio
  7. I sovietici dichiaravano guerra al Giappone entro 3 mesi dalla sconfitta della Germania;
  8. Tutti i prigionieri di guerra sovietici venivano rispediti in URSS anche contro il loro volere

Vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Conferenza_di_Jalta

Tuttavia, a essere diviso non era soltanto il territorio tedesco in generale. Infatti, si era deciso che anche la città di Berlino dovesse essere suddivisa in 4 parti.

governi hanno però disatteso in gran parte gli impegni della Conferenza di Jalta. E ciò anche se tali impegni erano stati firmati da tutte le forze alleate.

Nel maggio del 1947, ad ovest, il governo firma la Grundgesetz (= la costituzione tedesca) e fonda la Repubblica Federale Tedesca (BRD). E come si sa, la capitale era Bonn.

Qualche mese dopo, nella zona sovietica, viene proclamata la Repubblica Democratica Tedesca(DDR). La cui capitale era Berlino est.

Negli anni seguenti, si succedono diversi avvenimenti. Da una parte, infatti, lo scontento della gente nella Germania est sfocia nella rivolta del 17 giugno (1953). Dall’altra, invece, incomincia una massiccia emigrazione da est verso ovest. Tanto che il 13 agosto 1961, la DDR fa costruire il muro di Berlino.

Si apre così il periodo della Guerra Fredda, che dura fino al 9 novembre 1989.

 

L’evoluzione della lingua tedesca dopo la Seconda Guerra Mondiale

Il 1945 è però solo uno spartiacque a livello storico, ma anche a livello linguistico.

Come mai? Devi sapere che il nazismo aveva completamente stravolto la lingua tedesca. Infatti, la propaganda nazista aveva introdotto molti eufemismi e caricato parole della vita quotidiana di un significato politico. E quindi, la lingua tedesca era piena di parole che avevano acquisito un significato completamente diverso

Vuoi degli esempi? Eccoli qui:

Lager = (di per sé, it: ‘magazzino’) ‘campo di concentramento’;

Arbeitstier= (di per sé, it.: ‘animale da lavoro’) ‘prigioniero in un lager’;

Endlösung= it. ‘sterminio’;

Geburtenschlacht= it. ‘aumento delle nascite‘;

Arbeitsschlacht= it. ‘mercato del lavoro’;

ecc.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli scrittori sia della Germania est sia di quella ovest hanno quindi sentito la necessità di rinnovare la lingua tedesca.

Nella Germania est, però, gli scrittori hanno reagito in modo diverso rispetto ai loro colleghi della Germania ovest. Infatti, a ovest succedono le seguenti cose:

  1. nasce il Gruppo 47 (= gruppo di scrittori a cui hanno fatto parte Günther Grass e Heinrich Böll);
  2. gli scrittori cercano di attribuire alle parole nuovi significati;
  3. parole che avevano un significato politico molto forte (es. Volk [it. ‘popolo’] oppure Untermenschen [it. ‘omuncoli’]) sono cadute in disuso anche se sono rimaste nel vocabolario.

A est, invece, la DDR dichiarava di essere uno Stato antifascista. E quindi ha condotto una campagna di repressione linguistica. La conseguenza di tutto ciò? Anche parole come Führerschein (= it. ‘patente di guida’) sono state sostituite da altre considerate più adeguate (nel caso di Führerschein: Fahrerlaubnis).  

Ma le differenze linguistiche non si fermavano a delle parole diverse. Infatti, secondo alcuni studiosi, la lingua della Germania est si distingueva da quella della Germania ovest nell’ortografia e nel loro significato.

Perché? Perché nella DDR le parole avevano un significato particolarmente politico. E quindi, se nella BRD parole come Villa avevano un significato positivo o neutro, nella DDR avevano un significato negativo. Infatti, a est si celebravano i famosi Plattenbauten, ovvero i condomini prefabbricati nella quale viveva la maggioranza della popolazione.

Inoltre, alcuni linguisti sostengono l’esistenza di parole:

  1. specifiche della DDR (es. Trabant);
  2. influenzate dalla DDR (es. Villa con connotazione negativa);
  3. legate alla DDR (es. Fahrerlaubnis),

categorie tra cui i confini sono molto sottili. 

Perché? Perché spesso parole legate alla DDR sono anche influenzate dalla DDR e specifiche della DDR.

In fine è da ricordare che durante il periodo della Guerra Fredda c’erano:

  1. 2 versioni del Duden(Duden West pubblicato a Mannheim e Duden Ost, pubblicato a Lipsia);
  2. 2 istituzioni che si occupavano della tutela e della diffusione della lingua tedesca. A ovest operava infatti il Goethe Institut, mentre a est l’Herder Institut.

Per tali motivi, quindi, alcuni studiosi sono convinti del fatto che BRD e DDR avessero 2 lingue standard diverse.

 

La lingua della DDR: davvero un’altra lingua?

Sabato 9 novembre 2019 h. 17:15. Mio marito mi vede lavorare al computer e fa una faccia tutta stranita.

“Cosa c’è di male?”, gli chiedo io.

“Naja. Da quando la DDR aveva una sua lingua?! Ho sempre pensato che fossero delle differenze regionali!”, mi risponde lui.

“In realtà è ben documentata”, gli dico io. “Su questo tema ne ho pure scritto una parte nella mia tesi di laurea magistrale. Ci sono diversi studi”.

Questa è stata la reazione di mio marito quando ha visto che stavo scrivendo questo articolo.

A questo punto ci si potrebbe chiedere:

davvero la DDR aveva un’altra lingua rispetto alla BRD? E adesso che la DDR non esiste più da 30 anni come si è evoluta la lingua tedesca?

Come abbiamo visto nel precedente paragrafo, alcuni linguisti sono convinti del fatto che nella DDR ci fosse un’altra lingua standard rispetto alla BRD. E, onestamente, se ci fosse ancora oggi il muro di Berlino anch’io sarei d’accordo con questa tesi.

40 anni di divisione tra Germania est e ovest hanno sicuramente influenzato la lingua tedesca. Essendoci 2 Stati diversi, almeno a livello burocratico c’erano termini diversi (es. Das Haus der Ministerien = das Finanzministerium = it. ‘ministero delle finanze‘).

Tuttavia, come sostengono alcuni linguisti, il gergo del partito comunista (SED) era molto diverso dalla lingua che parlava la gente comune nella vita quotidiana. E detto sinceramente, anche il fatto che nella DDR la parola Villa veniva giudicata negativamente non può essere considerato come una particolarità della DDR.

Perché? Perché anche se nella Germania est non era possibile criticare apertamente il partito, in famiglia o comunque nella vita privata non tutti i cittadini della DDR erano convinti sostenitori della DDR. E quindi avrebbero potuto usare la parola Villa in modo neutro o positivo. Allo stesso modo poi, un tedesco occidentale di idee comuniste avrebbe potuto considerare in modo positivo la parola Plattenbau, che nella BRD aveva più che altro una connotazione negativa.

Infine, c’è da considerare che nella DDR era possibile vedere quasi ovunque vedere WDR, la televisione della Germania occidentale (solo nella zona intorno ad Eisenach si vedeva solamente la TV della Germania orientale). Pertanto, la gente nella DDR sapeva come la lingua si era evoluta dall’altra parte del Muro. E questo nonostante nella BRD non era possibile vedere i canali televisivi della Germania est.

Per questi motivi, quindi, sono d’accordo con chi sostiene che la lingua della DDR non fosse ancora diventata una vera e propria lingua standard a sé stante. Ma nonostante ciò era sulla buona strada per diventarlo.

 

E oggi? Come si è evoluta la lingua tedesca a 30 anni dalla caduta del muro di Berlino?

A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino molte cose sono cambiate. Non solo a livello politico, ma anche sul piano linguistico.

Infatti, come suggerisce un saggio di Claudia Fraas e Kathrin Steyer, dopo la caduta del muro di Berlino è avvenuta anche una Wende der Sprache, ovvero una svolta linguistica.

Come mai? Dopo il 9 novembre, tanti termini della DDR sono stati sostituiti dagli equivalenti della BRD. E ciò riguarda soprattutto l’ambito politico e burocratico.

Pertanto, tanti termini legati alla DDR o comunque influenzati da essa sono caduti in disuso

. Al contrario, invece, sono rimasti quei termini che erano specifici della DDR (es. Trabant).

Attualmente, quindi, la lingua della ex DDR può soltanto essere considerata una varietà regionale del tedesco parlata nella Germania orientale.

 

Tuttavia, se si desidera studiare tedesco come lingua straniera o (soprattutto) lo si vuole insegnare, a questo punto si apre un problema. Quale?

Nell’articolo Dove si parla la lingua tedesca? abbiamo detto che il tedesco – esattamente come l’inglese, il francese o lo spagnolo – è una lingua pluricentrica. Cioè? Cioè una lingua con norme che non vengono stabilite dall’alto, ma da più centri linguistici.

E i centri non hanno nulla a che vedere con la geografia, perché sono determinati da fattori politici, economici, militari e demografici.

Per intenderci… la città di Monaco di Baviera è un centro linguistico, perché è in grado di influenzare il modo in cui i bavaresi parlano. Monaco è infatti la capitale della Baviera, è una città densamente popolata ed è una delle città più ricche in Baviera e in Germania. Lo stesso discorso si può fare anche per la città di Francoforte sul Meno per gli abitanti dell’Assia o altre città tedesche.

Nell’articolo Il pluricentrismo del tedesco in 7 regole grammaticali, abbiamo poi visto che il pluricentrismo ha effetti sulla lingua tedesca standard. Infatti, il tedesco parlato in Austria o in Svizzera NON sono dei dialetti del tedesco, ma 2 diverse lingue standard, al pari dell’inglese americano o australiano.

 

Anche se le parole della ex DDR hanno ora una diffusione regionale, parole come Fahrerlaubnis appartengono di fatto alla lingua tedesca standard. E quindi, soprattutto gli insegnanti di tedesco potrebbero chiedersi se adottare un approccio pluricentrico alla lingua tedesca significhi anche insegnare ai propri alunni il modo in cui si parlava nella ex DDR.

A mio avviso, però, ciò è un falso problema. Infatti, la lingua della DDR sta scomparendo sempre più, a favore di una lingua standard sempre più unitaria e che tende all’internazionalismo. Pertanto, secondo me, sarebbe sufficiente insegnare agli alunni quei pochi termini che sono ancora sopravvissuti e presentare il tedesco parlato in Germania in modo unitario.

Tuttavia, ritengo importante spiegare ai propri alunni che la lingua standard parlata in Germania è diversa da quella parlata in Austria o in Svizzera.

Non bisogna certamente pretendere che gli alunni siano in grado di utilizzare le varianti austriache o svizzere nella lingua parlata.

Però cercherei di pretendere che siano in grado di capirle quando si trovano con un madrelingua che le usa.

L’integrazione passa infatti anche dalla comprensione della lingua nelle sue diverse varietà. Per questo, quindi, cerco di porre l’attenzione sul pluricentrismo della lingua tedesca.

 

Hai delle domande o bisogno di chiarimenti su qualche aspetto grammaticale della lingua tedesca? Entra a far parte del mio gruppo “Vita in Germania e lingua tedesca | Chiara Scanavino“. Troverai tutto ciò che ti serve per integrarti al meglio in Germania e potrai confrontarti con altri italiani che come te stanno studiando il tedesco.

Chi Sono

La lingua della DDR: davvero un'altra lingua? 2 Germanista e traduttrice dal tedesco in italiano, Chiara ha pubblicato il libro "Deutschlandismen in den Lernerwörterbüchern" presso la Peter Lang e ha fatto il dottorato con il prof. Ulrich Ammon presso l'Università di Duisburg-Essen. Attraverso il presente blog, Chiara aiuta gli italiani a studiare il tedesco e/o a trasferirsi in Germania.

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